Sempre più gravi in carcere le condizioni di Massimiliano Esposito ‘o scognato, boss della mala di Bagnoli, ristretto da qualche mese in regime di carcere duro. Il boss è malato da tempo e il suo avvocato, la penalista Tiziana Areniello, che cura questo aspetto del suo assistito (gli altri legali che lo seguono sono gli avvocati Rocco Maria Spina e Saverio Senese) ha da tempo ingaggiato una battaglia per evidenziare le gravi condizioni di salute di Esposito.
La legale ha lanciato un nuovo appello per sensibilizzare sulle condizioni del suo assistito che, tramite la polizia penitenziaria, ha scritto di suo pugno una lettera al gip per evidenziargli le sue condizioni ormai critiche. L’avvocato Areniello ha spiegato che “il mio assistito, collegato in videochiamata dal carcere di Vigevano, mi ha ribadito la mancanza di cure e mi ha fatto presente soprattutto che il trasferimento improvviso da Cuneo a Vigevano ha provocato l’allontanamento dal suo centro oncologico di Cuneo presso il quale erano previsti controllo oncologico e tac di riscontro, controlli che sono ovviamente saltati”.
La richiesta dell’avvocato del boss Esposito
La penalista ha spiegato che Esposito è rimasto senza chemio per circa una settimana poiché non ha a disposizione il farmaco, accusa affanno e una perdita di peso di circa 8 chili. Una situazione che preoccupa non poco i familiari: “Si fa presente la gravità della mancanza di regolare somministrazione di chemio essendo la chemio per lui un salvavita per il tumore operato e già metastatizzato. Si evidenzia inoltre che lo stesso ha scritto una lettera al gip di Napoli comunicando le sue condizioni di salute e chiedendo che gli venga inflitta la pena di morte perché stanco di vivere così senza cure abbandonato da tutti. In quanto suo difensore faccio appello affinché venga ospedalizzato e condotto nel vicino centro antitumori di Milano”.
Il boss di via Di Niso era stato condannato lo scorso ottobre a 4 anni per una vicenda estorsiva che riguardava degli ormeggi a Coroglio: il boss flegreo, dopo un breve periodo di latitanza, era stato raggiunto così in carcere dove gli era stata notificata la nuova ordinanza di custodia cautelare. Da lì vi è stato un aggravamento sempre maggiori delle sue condizioni di salute.

