Otto euro per una bottiglia d’acqua naturale, dodici per una Coca Cola Zero. Sono questi i due dettagli che stanno facendo discutere nel conto pubblicato dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, relativo a un pranzo consumato il 4 luglio scorso in un ristorante di Capri.
Scontrino choc nel ristorante a Capri: 8 euro per l’acqua naturale, 12 per la Coca Cola
Il documento riporta tra le voci 2 coperti, l’acqua naturale, il pane per due persone, un piatto di scialatielli ai frutti di mare, un risotto alla pescatora, la bibita e un «rompi l’uovo», per un totale complessivo di 120 euro.
Se il prezzo del risotto alla pescatora, 34 euro, può rientrare nei listini di un locale di fascia alta caprese, a colpire l’attenzione sono proprio le due bevande: una semplice bottiglia d’acqua naturale a 8 euro e una Coca Cola Zero a 12 euro, cifre che superano anche di dieci-quindici volte il prezzo di listino al dettaglio dello stesso prodotto.
Non è la prima volta che Borrelli accende i riflettori proprio sul costo di acqua e bibite nei locali turistici della Campania. Il consigliere regionale ha costruito negli anni un vero e proprio osservatorio informale sui listini di bar, ristoranti e stabilimenti balneari, raccogliendo segnalazioni di cittadini e rilanciandole sui social.
Il caso ha comunque attirato anche una replica critica: un ristoratore ha scritto a Borrelli sostenendo che il documento pubblicato non sarebbe uno scontrino fiscale bensì una “comanda”, la nota interna di trasmissione dell’ordine tra sala e cucina, dicitura effettivamente presente sul foglio, priva quindi di «valore commerciale», con la sezione dei pagamenti strappata e illeggibile. Al di là della disputa sulla natura del documento, il caso riaccende ancora una volta l’attenzione sul prezzo di acqua e bibite nei locali turistici di Capri, da anni al centro delle polemiche estive sul caro-prezzi.

