Emmanuele Coppola
Emmanuele Coppola

Satira sociale. Una inquietante rivisitazione delle lapidi cimiteriali

 

Si riaffaccia nella cronaca delle attualità culturali, a distanza di qualche settimana, il nome di Emmanuele Coppola, giornalista scrittore e storico giuglianese, per la pubblicazione on-line, sul sito della Pro Loco, di un altro suo libro, mentre si prepara a licenziare per la stampa il preannunziato romanzo La Terra dei vuoti, una storia borghese ambientata a Giugliano. E questo vale per confermare che l’Autore ha dato prova di una variegata duttilità culturale, sempre criticamente esposto a raccogliere consensi ed attenzione per gli argomenti trattati in oltre quarant’anni, già come giornalista e direttore di periodici locali, ma soprattutto, poi, come scrittore, critico letterario e autore di libri di ricognizione storica, essendosi ingegnato a scrivere sempre con una ricercata ed appropriata capacità linguistica, quale retaggio della sua consolidata formazione culturale, affinata anche attraverso il conseguimento della Laurea in Lettere Classiche e la gestione della Biblioteca Comunale di Giugliano per circa trentacinque anni. La molteplicità dei suoi interessi, con tantissime prove addotte a giustificare la qualità dei progetti e delle opere prodotte, gli è stata, infine, riconosciuta con l’attribuzione del Premio alla carriera per la Cultura, Awards 2019, istituito da Tele Club in memoria del suo fondatore Avv. Natale Russo.

Questa prolusione, sinteticamente doverosa, si giustifica per introdurci a presentare un altro libro di Emmanuele Coppola, dopo il delicato dramma La Fiaba di Cannetella e la più recente ricognizione critica sulla cosiddetta Questione del ‘43, ovvero la strage di Piazza Annunziata. L’argomento del nuovo libro che si propone adesso alla curiosità e all’attenzione dei lettori si preannunzia insolito e accattivante già nel titolo, ovvero ‘‘Il Cimitero Urbano dei morti senza nome’’, con esplicito riferimento a quello di Giugliano, sul quale si appunterà certamente la morbosa attenzione della maggior parte dei concittadini, mentre forse altri si scandalizzeranno, gridando al vilipendio della sacra memoria dei defunti, dei quali è consuetudine dire tutto il bene possibile. Ma si tratta di un’opera letteraria, di fantasia (certamente morbosa) e di satira sociale, con una trama intessuta di prosa e poesia, se così possiamo definire i versi con i quali si ritrovano cesellati i nuovi Epitaffi. C’è, dunque, una trama, un racconto fantasticato con particolare perizia stilistica, nel quale l’Autore si presenta come un intruso estraneo all’intenzionalità dichiarata dal Veterobecchino, un personaggio bonariamente lugubre e determinato a portare a termine la sconvolgente missione che gli è stata affidata, dovendo interagire con diversi esemplari di una realtà preterita, tra i quali emergono, come ombre, un consigliere inetto ed un palazzinaro, un borioso medico ignorante, una zita usuraia, un miserabile disgraziato, una virtuosa triste sposa ed una odiosa suocera malvagia, una prostituta, un pederasta ed un ignavo nobile signore, per non dire dei tanti altri con essi congregati a render conto di ben altre virtù, diverse da quelle magnificate sulle lor lapidi bugiarde.

Il testo del libro – edito dall’Associazione Culturale Extra Moenia Opicia – è disponibile in formato digitale sul sito della Pro Loco Città di Giugliano (www.prolocogiugliano.it), e può essere scaricato da chiunque voglia leggerlo. Chi sarà eventualmente interessato, lo potrà richiedere allo stesso autore [o alla Pro Loco] nel formato impaginato da rilegare in volume.
F.sco d/G

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