Non era compatibile. Questo sarebbe il motivo che ha spinto il Monaldi a rifiutare l’offerta di un cuore giunto da Bologna lo scorso due febbraio. È uno dei punti che emerge nel corso delle indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, all’ospedale Monaldi. Grazie alle indagini dell’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia del bimbo, è emerso che lo scorso due febbraio il Monaldi aveva espunto dalla lista dei trapiantabili Domenico Caliendo; poi il 4 febbraio scorso, Domenico Caliendo è stato reinserito nella lista ministeriale.
Quanto basta a spingere l’avvocato Francesco Petruzzi a parlare di «trapiantabilità ad intermittenza» quanto meno sospetta. Intanto, però, dal Monaldi emerge una circostanza che viene definita come oggettiva: la mancanza di compatibilità somatica tra organo donato e ricevente. Intanto, però, la vicenda emersa dalle indagini difensive potrebbe finire al vaglio del pm Giuseppe Tittaferrante e dell’aggiunto Antonio Ricci, nel tentativo di chiarire.


