Successo, fama, caduta, riscatto, orgoglio, rivincita. C’è tutto e di più nella storia di Antonio Ercole conosciuto dal grande pubblico come il Piccolo Nardi. Una storia la sua fatta di grandi successi, di brusche cadute e di una voglia di rivalsa che accompagna Antonio fino ad oggi con il rinnovato successo. Un’ascesa iniziata ai Quartieri spagnoli dove Antonio è cresciuta, nella zona di Sant’Anna di Palazzo. Uno scugnizzo come tanti ma con un dono in più, quello di una voce potente che non passa inosservata. E così inizia a cantare le canzoni di uno dei cantanti più in voga in quel periodo (siamo agli inizi degli anni Novanta), Mauro Nardi. Da qui l’appellativo che lo accompagnerà per tutta la carriera, quello di Piccolo Nardi. Inizia a farsi conoscere, la sua voce è inconfondibile tanto che per tutti diventa il ‘Masaniello artistico della canzone napoletana’. E’ in questo periodo che incontra un altro mito della canzone partenopea, Mario Merola, che lo incoraggia e gli fa capire che il futuro è tutto suo. E’ del 1993 infatti il suo secondo cd ‘Dint a music cu te’.

Il sodalizio con Rino Chiangiano

Proprio in questo periodo, in concomitanza con l’uscita del suo secondo cd, inizia il fortunato e lungo sodalizio artistico con Rino Chiangiano che porterà Piccolo Nardi ad affermarsi ancora di più al grande pubblico. Oltre ai concerti, sempre più numerosi, iniziano le comparsate in tv, in Rai e a Mediaset con Antonio che sembra capace di gestire l’enorme successo ottenuto nonostante la giovane età. Grazie anche all’abile regia del suo manager di allora, Gennaro Esposito, Piccolo Nardi viaggia alla bellezza di 700-800 feste all’anno. Un numero incredibile se consideriamo la sua giovane età e la concorrenza agguerrita del settore. Anni felici, anni di trionfi in cui tutto gira per il verso giusto con l’apice rappresentato dal successo ‘Povera sor’. E’ il 2005 e Antonio è ormai comunemente riconosciuto come una voce simbolo della canzone neomelodica: un artista ormai completo capace di spaziare e di farsi apprezzare da ogni fascia d’età.

I guai con la giustizia

Come nelle più belle storia c’è però un rovescio della medaglia. Un periodo difficile che Antonio sconterà a caro prezzo ma che, forse, gli servirà per preparare il terreno per i successi futuri. E’ il 2007 quando Antonio Ercole finisce in carcere con l’accusa di droga. Ad inchiodarlo delle intercettazioni che, secondo il suo legale, sono frutto di una erronea interpretazione dei fatti. Comincia un periodo difficile fatto di privazioni e di rinunce dolorosissime. Come quello di non poter assistere alla nascita di suo figlio o il non poter partecipare ai funerali dell’amata madre:«E’ stato un dolore incredibile, ancora oggi non capisco perchè mi è stata negata questa possibilità. In fondo chiedevo soltanto di poterle dare l’ultimo saluto». Tutto sembra andare male e, chi un tempo gli era vicino, comincia ad allontanarsi fino a dimenticarsi di lui:«Molte di quelle persone che mi osannavano e mi stavano dietro hanno poi deciso di abbandonarmi nel momento in cui ne avevo più bisogno. Non ho dimenticato ma mi è stato di insegnamento e forse oggi, anche grazie a quell’esperienza, sono un uomo nuovo, un uomo cambiato». Passano gli anni e tutti sembrano essersi dimenticati di lui. Proprio tutti no. C’è chi ha orecchio e sa riconoscere la buona musica e una voce che ancora può dare tanto. Comincia una fitta corrispondenza dal carcere con un giovane e ambizioso produttore musicale, Donato Petriccione (formatosi musicalmente con quello che viene comunemente definito ‘il più grande neomelodico di sempre’, Alessio), che gli fa capire che una voce come la sua non può essere fermata da quattro sbarre. Lo incoraggia, gli dà le giuste motivazioni e lo spinge a riprovarci consapevole che Antonio possa rilanciarsi. E’ il 2016 e questo incontro con Donato sarà decisivo.

La rivincita di Piccolo Nardi

Nel 2018 un altro intoppo. Antonio Ercole vede aprirsi nuovamente le porte del carcere di Poggioreale: per i giudici avrebbe violato il regime della semilibertà che gli era stato imposto dal Tribunale di Napoli una volta finito di scontare un cumulo di pene a tredici anni di reclusione. Per i giudici Ercole avrebbe più e più volte infranto le prescrizioni che il giudice della Sorveglianza gli aveva imposto. In realtà, come ribadito dai suoi legali, i numerosi concerti che inizia a organizzare lo portano in contatto con tantissime persone alcune delle quali con precedenti:«Non posso chiedere la fedina penale a tutti quelli che mi si avvicinano. In molti mi chiedono una fotografia insieme, un selfie, un autografo, posso mai negarglielo? Ho subito un nuovo aggravamento ma neanche questo è servito a fermarmi». La data da segnare sul calendario è il 6 maggio 2021. Quello che esce definitivamente dal carcere è un uomo nuovo:«Voglio solo cantare, voglio che le mie canzoni parlino per me». Detto, fatto. Da quella data in poi la sua è un’ascesa straordinaria. Con l’abile regia di Petriccione Piccolo Nardi torna prepotentemente sulla scena. Le chiamate per le feste si moltiplicano ed ecco arrivare la tanto agognata rivincita. Con se stesso e con tutti quelli che avevano smesso di credere in lui:«Ho voglia di dimostrare che sono tornato. La vita mi ha messo alla prova ma grazie alla tenacia e alla forza di volontà dimostrerò nuovamente il mio valore. Io ho pagato per colpe non mie ma adesso voglio solo cantare, portare in giro la mia voce, la mia musica. Anzi, attraverso ques’ultima sto realizzando la mia rivincita. Solo in questa prima parte dell’anno ho preso parte a 146 feste e per inizio ottobre uscirà il mio nuovo cd che si chiama ‘Musica mia’ frutto di Rosario Armani e Vincenzo D’Agostino». I numeri al momento parlano chiaro. Le chiamate e i concerti si moltiplicano e il suo nome è tornato di nuovo in auge affermandosi nuovamente come una delle voci di punta del panorama artistico partenopeo. C’è poi una chiamata avuta dagli Stati Uniti dal figlio di Tony Renis: lo vuole in America per una tourneè dedicata agli artisti napoletani e già sono stati avviati contatti in tal senso.  Dimostrazione che è un nuovo inizio è sempre possibile. Con umiltà e forza di volontà. E grazie a chi non smette mai di credere in te.

 

 

 

 

 

 

 

 

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