India covid
Pire di cadaveri per strada, il Covid mette in ginocchio l'India

Il Covid dilaga senza freni in India. Oltre 17,6 milioni di casi e superati i 200mila morti, dato più alto al mondo, secondo solo agli Stati Uniti. La nuova variante del virus  B.1. 617 fa registrare in media oltre 2800 morti e 350mila nuovi contagi al giorno.

Sistema sanitario al collasso in India

Il sistema sanitario è al collasso nello stato indiano a causa del Covid.
Alla base una carenza di ossigeno negli ospedali dovuta anche all’uso privato dello stesso, acquistato su un crescente mercato nero. Venduti bombole e Remdevisir, uno dei principali antivirali, al prezzo di 40.000 rupie a iniezione (440 sterline).

Pire di cadaveri per strada

I forni crematori lavorano 24 ore su 24 e i cadaveri vengono bruciati nelle strade su pire improvvisate per le quali sta cominciando a scarseggiare la legna.
La comunità internazionale ha cominciato a far affluire i primi aiuti per cercare di rallentare la diffusione del Covid.

Per arginare una pandemia ormai fuori controllo ieri il governo ha suggerito di indossare la mascherina anche in casa. E pensare che fino a qualche settimana fa molti leader politici non la mettevano nemmeno nei loro comizi oceanici.

Appelli per medicinali e ossigeno affollano i social, invasi anche da video strazianti di malati boccheggianti sdraiati per strada.

Censure social del governo indiano

Il premier Modi, sott’attacco per la gestione della pandemia, ha ordinato ai social media di oscurare i post critici, definendoli tentativi di creare il panico. Alla sofferenza diffusa si sono aggiunte rabbia e indignazione.

I treni dell’ossigeno

Le ferrovie indiane hanno lanciato gli Oxygen Express, per consegnare i cilindri con l’ossigeno agli ospedali. L’India è senza fiato e il premier nazionalista indù ha chiesto aiuto all’estero. Dopo la mano tesa della presidente della Commissione Ue von der Leyen e della cancelliera Merkel, ieri è arrivata la telefonata del presidente Joe Biden. E persino il nemico Pakistan si è fatto avanti.

Aiuti internazionali per la grave crisi pandemica in India

La situazione è talmente drammatica da aver immediatamente richiamato gli aiuti occidentali: in questi giorni, il Regno Unito sta inviando 495 concentratori di ossigeno — dispositivi che possono estrarlo dall’aria — 120 ventilatori non invasivi e 20 ventilatori manuali; e provvedimenti simili sono in adozione da parte di Francia e Germania. Quanto agli Usa, non solo stanno a loro volta organizzando un analogo sostegno tecno-sanitario (oltre all’ossigeno, farmaci, kit per i test, equipaggiamenti di protezione), ma cercando anche di intervenire alla radice del problema, cioè di sbloccare l’impasse a livello di produzione-distribuzione vaccinale.

L’impasse sulla produzione dei vaccini 

L’impasse nella produzione-distribuzione vaccinale non bloccherebbe solo il processo di immunità nazionale (grave di suo in un Paese così popoloso), ma si tradurrebbe, a domino, in un attrito globale, dato che in India si produce in generale il 60% delle dosi di buona parte di tutti i vaccini impiegati nel mondo (1,5 miliardi di dosi per 150 Paesi) e in particolare di quelle dei vaccini anti-Covid.
Il virologo Anthony Fauci, principale consulente sanitario della Casa Bianca ha affermato in un’intervista: “L’unico modo in cui rispondere adeguatamente a una pandemia globale è di adottare una risposta globale. E una risposa globale vuol dire equità nel mondo“.

Forte scossa di terremoto all’alba in India

Come se non bastasse questa mattina in India, nello stato dell’Assam, si è registrata una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.1-6.3 secondo le prime stime. Secondo l’Istituto americano di geofisica, il sisma ha avuto una profondità di 29 chilometri. Al momento non si registrano vittime, ma sono stati segnalati crolli e molte chiamate alle forze di polizia e alle autorità locali.

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