La latitanza di 14 anni, la cattura e ora la dissociazione dalla camorra: la parabola criminale di Marco Di Lauro

Marco Di Lauro ha deciso di dissociarsi dalla camorra
Marco Di Lauro ha deciso di dissociarsi dalla camorra

L’ultima ordinanza di custodia cautelare risale ad appena pochi giorni fa per l’omicidio Maisto. Marco Di Lauro fu accusato del delitto Maisto avvenuto nella villa comunale di
Secondigliano nel 2008. Con lui coinvolti nell’inchiesta altri 23 soggetti ritenuti affiliati al sistema di Cupa dell’Arco: Nunzio Talotti, Pasquale Spinelli e Gennaro Vizzaccaro.

«Se mi giro avete un problema», Tamburrino punta il dito contro Marco Di Lauro

Tra i grandi accusatori di Marco Di Lauro, raggiunto nei giorni scorsi da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di Ciro Maisto, c’è sempre lui. Salvatore Tamburrino, il superpentito che sta riempiendo pagine e pagine di verbali contro il suo ex clan. Anche sull’omicidio di ‘mellone’ fondamentali, per gli inquirenti, si sono rivelate le sue dichiarazioni. Per quell’omicidio sono in carcere Nunzio TalottiPasquale Spinelli e Gennaro Vizzaccaro, altri esponenti apicali del gruppo del Terzo Mondo.

Le accuse di Tamburrino a Di Lauro

«Fu Pasquale Spinelli a raccontarmi le circostanze del fatto quando venni scarcerato. Fu Spinelli che mi disse di essere andato a bussare a Maisto per farlo scendere e si era portato il motorino dietro la villa dicendo ‘ci sono gli amici che ti vogliono parlare’ facendo i nomi di Nunzio Talotti e Raffaele Musolino e disse che alla villa c’era pronto Antonello Faiello che gli sparò. Chiesi allo Spinelli dei motivi che avevano spinto il clan ad ucciderlo, poichè Maisto era un affiliato storico ai Di Lauro, che aveva commesso anche omicidi per il clan medesimo. Spinelli disse che era un periodo che il Maisto era incontrollabile, trattava male i ragazzi e diceva cose del tipo ‘se io mi giro con gli scissionisti i Di Lauro hanno un problema’. Disse Spinelli che a Marco Di Lauro queste parole avevano dato fastidio ed ordinò di uccidere Maisto».

Una vera e propria bomba colpisce la camorra napoletana. Come riportato in anteprima dal collega Luigi Nicolosi sulle pagine de Il Roma (leggi qui l’articolo) stamattina in edicola, Marco Di Lauro si sarebbe dissociato dalla camorra. Dissociamento che non vuole dire pentimento, ma che significa un taglio netto col passato, ossia la sua volontà di non avere niente più a che fare col mondo camorristico. Un modo dove è nato e cresciuto, Marco Di Lauro, fino a diventare prima il rampollo del clan poi il reggete e capo inconstrastato fino alla sua cattura.

Marco Di Lauro fu arrestato sabato 2 marzo del 2019  dopo quattordici anni di latitanza. E’ rinchiuso nel carcere di Sassari al regime del carcere duro. Su di lui pende già una condanna all’ergastolo per l’omicidio dell’innocente Attilio Romano e diversi processi ancora pendenti.

L’ultimo arresto di Marco di Lauro

L’ultimo mandato di arresto a Marco di Lauro risale a pochi giorni fa quando fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio di Ciro Maisto. Ras ucciso nell’agosto del 2008 nella villa comunale di Secondigliano. Maisto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva messo in discussione la leadership del clan. Gruppo in quel momento retto proprio da ‘F4’. latitante ma presente sul territorio. I vertici del sodalizio hanno deciso, pertanto, di uccidere Maisto pensando che potesse tradirli, aderendo agli “Scissionisti” oppure collaborando con la giustizia. Ad eseguire quel delitto alcuni degli uomini più fedeli del capoclan. Nomi già tirati in ballo da diversi collaboratori di giustizia come Carlo Capasso, ex baby killer al soldo del clan del Terzo Mondo.

L’arresto di Marco Di Lauro: la fine della latitanza in 25 mosse

Sabato 2 marzo 2019. una data che difficilmente sarà dimenticata a Napoli e nell’hinterland partenopeo. Una giornata dai due volti, quello pieno di lacrime per l’uccisione di una giovane mamma a Melito e quello raggiante delle Stato per l’arresto di Marco Di Lauro

Sabato 2 marzo 2019. una data che difficilmente sarà dimenticata a Napoli e nell’hinterland partenopeo. Una giornata dai due volti, quello pieno di lacrime per l’uccisione di una giovane mamma a Melito e quello raggiante delle Stato per l’arresto di Marco Di Lauro

Il bene vince sul male

Ma l’arresto di Marco Di Lauro non è stato soltanto uno spot per il defunto governo giallo-verde, ma una prova di forza chiara ed evidente delle forze dell’ordine. Un modo per dire “alla fine i buoni vincono sempre”.

Una latitanza ‘fatta in casa’

Alla fine di una lunghissima latitanza, durata ben 13 anni, in cui il figlio di Ciruzzo O’ milionario era diventato un vero e proprio fantasma. Eppure F4 (quarto figlio di Paolo Di Lauro) pare non si fosse quasi mai mosso dalla sua zona. Qualche anno a Secondigliano, un pò di tempo a Miano, fino alla dimora divenuta abituale di Chiaiano.

Arresto di Marco di Lauro: la resa di Chiaiano

Proprio a Chiaiano, grazie anche alla soffiata del suo fedelissimo Salvatore Tamburrino, fu raggiunto e catturato da polizia e carabinieri nel primo pomeriggio di un sabato intensissimo.

Intenso proprio come il lavoro della redazione di InterNapoli.it che quel sabato pomeriggio ‘monotematizzò’ il lavoro, incentrando tutto sull’arresto dell’anno.

La fine della latitanza in 25 mosse

Di seguito i 25 passaggi salienti dell’arresto del figlio del Milionario con una scorpacciata di articoli dell’ormai ex latitante più ricercato di Italia.