Hanno messo in scena un finto blitz della Polizia con l’obiettivo di impossessarsi di un importante carico di cocaina. Questa truffa è stata orchestrata per non pagare il gruppo di narcos guidato dal sudamericano Pavel Guarin Morales, alias “il Presidente”. L’episodio è stato raccontato dallo stesso capo del cartello ad Alessandro Maddaloni, ex complice del gruppo sudamericano, originario di Torre del Greco e oggi collaboratore di giustizia. Quest’ultimo ha spiegato agli inquirenti di aver acquistato in precedenza dal gruppo di camorristi, in più occasioni, uno o due chili di cocaina regolarmente pagati; tuttavia, al momento della consegna successiva di un carico di ben 10 kg, i napoletani simularono l’intervento delle forze dell’ordine per sottrarre la droga, del valore di 280mila euro, senza sborsare un soldo. La vicenda è stata ricostruita nei dettagli dalla DDA di Roma, che ha fatto scattare gli arresti per i membri dell’organizzazione.
La promessa del Presidente sul carico sparito
Il “Presidente” promise a Maddaloni la metà della somma qualora fosse riuscito a recuperare il denaro o la droga. Il pentito contattò quindi P.C., fratello del boss di Giugliano, il quale, tramite l’intermediazione di un certo S., organizzò un incontro con il reggente del clan di Marano. Il collaboratore di giustizia raggiunse il luogo dell’incontro, un bar a Giugliano, insieme al broker Roberto Tortoioli e al “Presidente”. Giunti nella cittadina a nord di Napoli, trovarono C. e S. ad attenderli; successivamente, Morales e Tortoioli seguirono un certo L. che li condusse al cospetto di A. Il reggente di Marano, però, fece sapere di non poter intervenire direttamente nella disputa per una questione di diplomazia criminale, ma si disse disponibile, a titolo di risarcimento per il disturbo, a comprare 50 chili di cocaina al mese al prezzo maggiorato di 17.500 euro al chilo invece di 17.000.
Le intercettazioni confermerebbero il racconto del pentito in merito al finto sequestro di 10 kg di cocaina subito dai colombiani, legati a Tortoioli, per mano del gruppo di napoletani. Infatti, Maddaloni precisa che il 10 giugno 2025 sarebbero dovuti giungere i corrieri del suo complice, pronti a partecipare a un nuovo incontro e disposti a recarsi direttamente nel quartiere napoletano.
In caso di esito positivo della mediazione, Maddaloni e Tortoioli avrebbero pagato a S. 100mila euro come “parcella” per il suo interessamento, destinando la restante parte del recupero crediti (pari a 175mila euro) a un’equa suddivisione tra le altre parti in causa: «A..vedi che quell’amico mio molto probabilmente martedì prossimo torna il corriere suo, quindi dobbiamo scendere a Scampia.. dobbiamo andare da quello, gli deve dare 270mila euro. Io e il mio amico prendiamo 120, il resto, cento li diamo a lui e 75 sono per voi P... no, cento gli diamo a lui, cento poi gli bastano.. e poi 175 se li riusciamo a prendere facciamo diviso tre...».
Un nuove pentito fa tremare i clan di Giugliano e Marano: “Il Presidente fu truffato”

