HomeCronacaOmicidio Marco Pio Salomone all'Arenaccia, killer condannato a 14 anni e otto...

Omicidio Marco Pio Salomone all’Arenaccia, killer condannato a 14 anni e otto mesi

PUBBLICITÀ

È stato condannato a 14 anni e otto mesi il minorenne ritenuto responsabile dell’omicidio di Marco Pio Salomone, consumato lo scorso novembre in zona Arenaccia. Udienza carica di nervosismo, con la mamma della vittima che ha duramente protestato per una condanna ritenuta lieve.

Prima della decisione del giudice (con il rito abbreviato) il minorenne aveva chiesto scusa e aveva invocato perdono. Omicidio volontario, si attende il deposito delle motivazioni, la difesa – rappresentata dalla penalista Beatrice Salegna – attende la lettura delle motivazioni per un eventuale ricorso.

PUBBLICITÀ

LEGGI ANCHE – Omicidio Ascione, arrestato il cugino affiliato al clan De Micco

I Carabinieri della Compagnia di Poggioreale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale DDA, nei confronti del 30enne Emanuele Loquercio e del 24enne Eugenio Ascione. Entrambi sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di porto e detenzione illegale di un’arma comune da sparo. Per il solo Ascione – cugino della vittima e considerato dagli inquirenti un affiliato al clan De Micco di Ponticelli – è stata contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini dopo il delitto di Fabio Ascione

L’inchiesta è scattata immediatamente dopo l’omicidio del 20enne Fabio Ascione, avvenuto nel quartiere di Ponticelli lo scorso 7 aprile 2026. Attraverso l’analisi meticolosa dei sistemi di videosorveglianza della zona e l’escussione di diversi testimoni, la Procura di Napoli è riuscita a delineare un grave quadro indiziario a carico dei due indagati.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Loquercio e Ascione avrebbero detenuto e trasportato in luogo pubblico una pistola, cedendola successivamente a un terzo soggetto (già sottoposto a fermo di indiziato di delitto lo scorso 14 aprile). Subito dopo la consegna, l’arma sarebbe stata utilizzata per partecipare a un violento conflitto a fuoco in piena strada, avvenuto alla presenza di numerose persone.

Questi elementi hanno spinto il Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a disporre per entrambi la massima misura cautelare con il trasferimento in carcere.

Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, contro la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della stessa sono da considerarsi persone sottoposte alle indagini e, pertanto, presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

PUBBLICITÀ
Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
PUBBLICITÀ