«Li voleva tutti morti», la ‘taglia’ del ras Riccio sugli scissionisti di Melito

Aveva diviso i suoi decretandone la fine: è questa la storia della reggenza di Mariano Riccio quando prese le redini del potere. L’Apogeo e il declino degli scissionisti è stato descritto, con minuzia di particolari, dal collaboratore di giustizia Antonio Accurso, ex reggente della Vanella Grassi insieme al fratello Umberto. Accurso ha spiegato agli inquirenti che i due sono stati uccisi perchè entrambi legati alla figura di Mariano Riccio ben presto entrato in collisione con la fazione melitese degli Amato-Pagano e in particolare con Renato Napoleone e Francesco Paolo Russo poi implicato nell’omicidio Casone del centro abbronzate. Accurso ha riferito che il duplice omicidio, cosi come il tentato omicidio di Castrese Ruggiero furono decisi per liberarsi delle persone rimaste fedeli ai due Riccio e, soprattutto, per permettere ai ‘melitesi’ di riprendere il controllo, oltre che di Melito, anche di Mugnano da cui erano stati estromessi.

Nei verbali Accurso ha evidenziato i timori di Russo detto ‘Cicciariello’ nei confronti di Riccio: «Aveva il dubbio da tempo che Mariano lo voleva uccidere e che girava armato, tale conferma gliel’aveva data ‘Tonino il chiattone ‘ prima di ammazzarlo”. Accurso ha, quindi, riferito in merito ai due omicidi, uno dei quali, quello di Ruggiero, commesso per ‘lupara bianca’. «Per quanto riguarda ‘Tonino il chiattone ‘, ‘Cicciariello ‘ mi disse che, da tempo, il ‘Tonino ‘ lo mandava a chiamare per andare a Mugnano o da qualche parte… e lui non andava adducendo, come scusa, che lo cercava la polizia. Per cui ‘Cicciariello ‘ diede appuntamento a ‘Tonino il chiattone’ in una casa… e li si incontrarono».