Camorra di Napoli est, arrivano le condanne in appello per i boss e i colonnelli dei Reale-Formicola-Silenzio, cartello criminale che ha tenuto in scacco per decenni la periferia orientale di Napoli. Non sono mancate le sorprese e anzi, rispetto agli oltre cento anni comminati in primo grado, la situazione è sensibilmente migliorata per gli appartenenti alla mala di San Giovanni a Teduccio. Come Giuseppe Savino, soprannominato ‘il re del gasolio’ che da una condanna in primo grado a 10 anni e sei mesi si è visto addirittura assolvere: merito della strategia difensiva dei suoi legali, l’avvocato Leopoldo Perone e l’avvocato Luca Cincioni con Perone che incassa un’altra assoluzione, quella del ras Domenico Gianniello ‘reduce’ dai 10 anni stabiliti per lui in primo grado. Altro risultato di indubbia importanza quello per il ras Antonio Marigliano detto ‘o silano: difeso dagli avvocati Salvatore Impradice e Stefano Montone, Marigliano rpassa dai 15 anni e otto mesi del primo grado a 4 anni e sei mesi. Una pena dimezzata più della metà. Tra gli altri risultati degni di nota i 6 anni e otto mesi per Vittorio Folliero (in primo grado condanna a 10 anni), 6 anni e dieci mesi per Antonio Milo (era difeso dall’avvocato Leopoldo Perone mentre Mario Reale, difeso dall’avvocato Mauro Zollo, passa dai 16 anni del primo grado a 10 anni, dunque anche per il ras di Pazzigno un’altra sensibile rideterminazione di pena. Confermata invece la condanna per Pasquale Esposito ‘detersivo’ e Vincenzo Silenzio.
Lo scontro con i Mazzarella
Gli imputati erano stati arrestati nel maxi blitz del maggio del 2021 che aveva portato all’esecuzione di ben trentasette arresti nei clan RealeRinaldi, Formicola e Silenzio. Gli arrestati erano a vario titolo gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto di armi da fuoco aggravati. Le indagini della Squadra mobile avevano ricostruito l’esistenza del cartello criminale Rinaldi-Reale-Formicola, operante prevalentemente nel quartiere San Giovanni a Teduccio ma con ramificazioni in altre zone della città di Napoli nell’ambito della sfera di influenza, direzione e controllo dell’Alleanza di Secondigliano in contrapposizione con il clan Mazzarella. Le indagini hanno ricostruito attraverso le intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i riscontri, l’operatività del cartello e gli scontri armati con il clan Mazzarella a partire dalla seconda metà del 2014 e fino al 2019, attuati per il controllo delle attività illecite nell’area orientale della città, nelle zone di piazza Mercato e Porta Nolana, nonché a San Giorgio a Cremano e Portici.

