Non mostra alcun segno di rimorso, anzi ha detto che il suo unico rammarico è non essere riuscito a portare a termine ciò che aveva progettato.
Il 13enne di Trescore Balneario, fermato per il tentato omicidio della sua insegnante di francese Chiara Mocchi, avvenuto mercoledì in una scuola in provincia di Bergamo, aveva organizzato tutto nei dettagli: dall’acquisto online di un coltello, alla decisione di trasmettere l’aggressione in diretta.
“Mi dispiace non averla uccisa”, la confessione choc del 13enne che ha accoltellato la prof
Dopo il fermo – racconta il Corriere della Sera – ha ammesso con lucidità di aver voluto uccidere la docente e ha anche rivelato di aver preso in considerazione l’idea di fare del male ai propri genitori, nonostante apparentemente i rapporti familiari fossero sereni.
Secondo quanto emerso, i genitori non avevano colto segnali evidenti di disagio psicologico, anche se avevano già deciso di rivolgersi a una psicologa a causa delle tensioni tra il figlio e l’insegnante.
Essendo non imputabile per l’età, il minore è stato affidato ai servizi sociali su disposizione del Tribunale dei Minori. Dopo una valutazione specialistica neuropsichiatrica, verrà inserito in una comunità adeguata. Nel frattempo, le decisioni riguardanti il suo percorso educativo e sanitario saranno prese da un tutore nominato dal tribunale, mentre anche la situazione familiare sarà oggetto di approfondimento.
Le attività online del giovane e le chat su Telegram
Sono stati aperti due procedimenti, uno civile e uno penale, per consentire lo svolgimento delle indagini. Le autorità stanno inoltre esaminando le sue attività online, in particolare i contatti su Telegram, per capire se qualcuno possa aver influenzato il suo comportamento o il contesto in cui è maturata la sua decisione.
Dalle conversazioni emerse, pochi giorni prima dell’aggressione il ragazzo aveva chiesto a un conoscente sui social di diffondere una diretta video che intendeva fare. L’interlocutore, più grande di lui, aveva cercato di dissuaderlo, sottolineando la gravità delle conseguenze e invitandolo a rinunciare. Anche altri contatti hanno raccontato di aver provato a fermarlo, senza successo.
Tra le testimonianze raccolte c’è anche quella di una coetanea con cui il ragazzo era in contatto su Telegram. La giovane ha raccontato che lui le aveva confidato intenzioni violente anche verso i genitori e che lei aveva cercato di convincerlo a non agire. La mattina dell’aggressione le avrebbe inviato un messaggio annunciando l’inizio della diretta, seguito da un link per collegarsi. La ragazza è tra le poche persone che hanno assistito all’episodio in tempo reale e ha riferito di aver tentato fino all’ultimo di fargli cambiare idea.


