Movida ‘selvaggia’ a Napoli, oltre 40 giovanissimi in coma etilico prima del covid

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I ricoveri negli ospedali per coma etilico

Movida ‘selvaggia’ in Campania, prima del covid oltre 40 ragazzi in coma etilico. La decisione di oggi del Tar Campania ha ricordato che l’unica ordinanza per la movida in vigore è quella regionale. L’Unità di Crisi ha ricordato che il provvedimento del Presidente Vincenzo De Luca prevede orario illimitato per pizzerie, pub e ristoranti. Per i bar resta divieto di vendere alcolici da asporto dopo le ore 22. Dopo questo orario le bevande alcoliche possono essere consumati solo al tavolo o al banco, seguendo le norme di distanziamento sociale.

I DATI SUI RICOVERI SULLA MOVIDA FUORI CONTROLLO

L’Unità di Crisi ha ricordato che prima del Covid, al Pronto soccorso del Cardarelli, sono arrivati per intossicazione alcolica o in coma etilico, 37 ragazzi, 20 dei quali fra gli 11 e i 17 anni. Al Santobono si sono registrati 4 ricoveri di cui un bambino di 11 anni, e tre ragazzine tra i 12 e i 14 anni.  L’importante dunque riaprire progressivamente tutte le attività, ma è un atto doveroso di responsabilità evitare assembramenti. Nel contempo le autorità stanno cercando di tutelare la salute dei minori e in qualche caso quella addirittura bambini. L’Unità di Crisi ha esortato le forze dell’ordine a far rispettare l’ordinanza e siano perseguiti coloro che somministrano superalcolici a minori.

IL TAR SOSPENDE L’ORDINANZA SULLA MOVIDA DI DE MAGISTRIS

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha sospeso l’ordinanza sulla movida varata dal sindaco Luigi De Magistris. Il primo cittadino di Napoli provò ad allungare gli orari d’apertura dei locali notturni fino alle ore 3:30 durante il weekend. I giudici hanno accolto il ricorso della Regione Campania sospendendo l’ordinanza sindacale numero 29.

Il TAR ha ritenuto che sussiste il caso di eccezionale gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la previa notificazione del ricorso e la domanda di misure cautelari provvisorie con decreto presidenziale” sotto il duplice profilo. Dell’aggravamento del rischio sanitario anche in ambito ultracomunale, atteso il prevedibile afflusso dai comuni limitrofi, se non da tutta la provincia, sul territorio del comune Napoli in ragione dei più ampi orari previsti dall’ordinanza sindacale e delle eventuali attività ludiche dalla stessa consentite.
Della situazione di incertezza derivante dalla concorrenza di due discipline differenziate sulla movida e contrastanti tali da ingenerare oggettivi dubbi sulla liceità dei comportamenti da tenere, da parte degli operatori economici e degli avventori, e conseguenti criticità nello svolgimento delle attività di verifica e controllo da parte degli operatori a ciò deputati, con potenziali rischi di ordine pubblico.

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