Nell’ambito di indagini svolte dalla squadra mobile su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, tese a sviluppare una possibile matrice comune in relazione all’omicidio del 16 giugno 2020 di Raffaele Gallo e al tentato omicidio di Giovanni Formisano del 14 novembre 2020, entrambi verificatisi a San Giorgio a Cremano a colpi d’arma da fuoco, sono stati diffusi due frammenti di immagini, estrapolati durante i due agguati, in cui è stato ritratto l’esecutore materiale dei medesimi. Una traccia attraverso cui le forze dell’ordine sperano di risalire quanto prima al responsabile.

L’omicidio di Raffaele Gallo

Raffaele Gallo fu ucciso in un agguato in via Luca Giordano: era da poco stato scarcerato dopo sedici anni di reclusione. Era ritenuto vicino al clan Vollaro, che per anni ha controllato il comune di Portici e che negli ultimi tempi era entrato in collissione con una fazione dei Mazzarella proprio di stanza nella vicina San Giorgio a Cremano. Secondo alcune indiscrezioni trapelate all’epoca dell’omicidio il 56enne sarebbe stato una ‘vittima da sacrificare’ per siglare una tregua tra clan. In pratica la vita del ras sarebbe il ‘prezzo’ che i sodalizi avrebbero ‘pagato’ per evitare faide e scontri.

Il raid contro Formisano

Erano da poco trascorse le 10,50 dello scorso 14 novembre quando in via Ugo Foscolo i killer (o il killer) è entrato in azione. L’obiettivo era il 38enne Giovanni Formisano detto ‘Giancarlo’, colpito al torace, all’inguine sinistro e a una mano. Incensurato sulla carta, dalle informative risulterebbe essere il famigerato ‘fantasma’ dell’area orientale, l’uomo che avrebbe guidato la riscossa dei Mazzarella e dei loro alleati D’Amico contro il clan Rinaldi. Formisano, per precisione, non è indagato in alcun procedimento. Resta il fatto che si tratta di un personaggio che appare in diverse informative delle forze dell’ordine e che, secondo gli investigatori, sarebbe stato abile a mantenere un basso profilo in questo periodo.

Pubblicità