C’è anche un omicidio a Secondigliano tra quelli ammessi dall’ex boss Carlo Lo Russo. Si tratta di verbali inediti desecretati solo negli ultimi mesi. L’ex vertice dei ‘capitoni’ di Miano ha svelato ai magistrati la sua partecipazione a ben due delitti evidenziando il suo ruolo di capoclan nel momento della sua scarcerazione:

«Fino a quando è stato in libertà mio fratello Peppe è stato lui a comandare. Da quando è stato arrestato Peppe invece il comando del clan è passato a mio fratello Salvatore. C’era una gerarchia in famiglia tra noi fratelli e io ho assunto il comando solo nel luglio 2015. In passato ho partecipato a diversi omicidi su cui mi riservo di riferire in dettaglio ed indico da subito i seguenti agguati in relazione ai quali ammetto da subito le mie responsabilità:

  • Ciro Tortora detto ‘o nason al Corso Secondigliano, ha sparato mio fratello Mario e io stavo in macchina con Salvatore Scognamiglio. Ha partecipato anche Carmine De Gais poi deceduto.
  • Michele Aliberti detto Babà aveva sparato a mio fratello Peppe e per vendetta su incarico di Peppe è stato ucciso. Ha sparato mio fratello Mario, io stavo in macchina con Salvatore Scognamiglio».

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