Avrebbero fatto parte del commando arrivato da Castellammare di Stabia per uccidere Alfonso Fontana davanti a una pompa di benzina a Torre Annunziata. E sono finiti in manette.
Per delega del Procuratore Distrettuale di Napoli si comunica che, nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di quattro persone gravemente indiziate – a vario titolo – dei reati di omicidio, detenzione e porto abusivi di armi, delitti aggravati dal metodo mafioso.
Omicidio di Alfonso Fontana a Torre Annunziata, quattro arresti tra il commando
A finire in manette, stando a quanto riportato dal quotidiano Metropolis, sono stati Giovanni Imparato, fratello del boss Salvatore, per il concorso in omicidio: poi Vincenzo Avella, Alessandro Fontana e Emanuele Raffone per detenzione di armi.
In particolare, dalle indagini sarebbe emerso:
- il presunto concorso nell’omicidio di Fontana Alfonso, commesso a Torre Annunziata il 7 febbraio 2024, mediante esplosione di numerosi colpi di arma da fuoco, di uno degli indagati, che avrebbe accompagnato il killer ed aiutato il medesimo nella fuga;
- la detenzione e il porto in luogo pubblico di armi da parte degli altri indagati, avvenuto in Castellammare di Stabia.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottopostealle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
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