“Volevo già pentirmi, Norina lo sapeva”, il tradimento a Di Lauro era segnato

Già prima di quel maledetto 2 marzo 2019 quando, dopo aver ucciso la moglie Norina Matuozzo in un palazzone di Melito si costituì e rivelò dove si trovasse Marco Di Lauro, Salvatore Tamburrino aveva pensato di pentirsi. Il retroscena emerge da uno dei verbali del neo collaboratore di giustizia, dichiarazioni che naturalmente nulla cambiano sul brutale omicidio che ha commesso e per cui è a processo. Norina sapeva chi era il suo uomo, anche quando era in vita era vittima della vita da camorrista di Tamburrino, un uomo che spesso la umiliava e maltrattava nella sua dignità di donna.

I propositi di collaborazione con lo Stato

Norina sognava un futuro diverso, lontano da quella ‘bestia’ che le ha rovinato la vita, fino a togliergliela. Probabilmente Tamburrino aveva pensato di passare dalla parte dello Stato, come emerge nel verbale redatto lo scorso 22 ottobre davanti ai magistrati della DDA di Napoli. “Di questa mia decisione di collaborare ne parlai addirittura con la mia defunta moglie, sapevo che prima o poi sarei finito nuovamente in carcere e non volevo separarmi da loro (i figli, ndr). Non riuscii a convincere mia moglie, la quale si limitò a dirmi: “aspettiamo che succede qualcosa, poi decidiamo. Purtroppo è accaduto che io mi sono reso responsabile della sua morte”.

L’omicidio della moglie

Proprio Tamburrino parla dell’omicidio della moglie Norina e di come quel delitto gli ha cambiato la vita per sempre: “mi resi conto subito conto di avere commesso una cosa ignobile, chiamai l’avvocato e gli dissi che mi volevo costituire […] E’ stata la polizia di Corso Secondigliano a prendermi in carico ed anche a prendere in custodia la mia pistola e a portarmi in Questura a via Medina. Nell’ascensore, ad alcuni poliziotti, confidai loro il luogo dove si trovava DI LAURO MARCO. Volevo, grazie a questa informazione, ottenere la disponibilità per potere riabbracciare un’ultima volta i miei figli. E’ stata quindi un moto immediato e spontaneo […] Poi, atteso che non mi era stato possibile vedere i miei figli, mi ritrassi nel proposito di collaborare”.

La decisione di pentirsi

Volontà che però poi ha confermato: “Vorrei dare loro un futuro migliore e penso che trasferirli da Napoli, una città che per ha significato la mia rovina. Soprattutto il mio figlio maschio, sia la cosa migliore in assoluto. Vorrei che i miei figli fossero messi sotto protezione, poiché ritengo che la mia collaborazione li esponga a rischi, vorrei in un futuro anche poterli vedere, spero ovviamente quanto prima”. Queste le parole e le speranze di Tamburrino, che però al momento restano vane visto che ai propri figli ha fatto la cosa più terribile che possa esserci, privarli della madre, per sempre.