Pierpaolo non ce l’ha fatta: erano stati raccolti 500mila per salvarlo dal tumore

Non ce l’ha fatta Pierpaolo Piras. Dopo mille battaglie il 42enne sardo, che viveva in provincia di Foggia con la sua famiglia, ha perso la battaglia contro il cancro. L’uomo era affetto da una forma di linfoma non-Hodgkin refrattario, che aveva cercato di combattere sottoponendosi a cure speciali a Tel Aviv. Neanche queste però sono bastate, perché poche settimane dopo essere rientrato in Italia le sue condizioni sono peggiorate. Pierpaolo si è spento nel reparto di Nefrologia dell’ospedale di San Severo.

Il viaggio disperato a Tel Aviv

La storia di Pierpaolo aveva trovato la solidarietà di migliaia di persone, grazie all’appello lanciato dalla sua famiglia.  I familiari avevano chiesto un aiuto economico per poter fronteggiare le spese per le cure in Israele. Si era così formata una catena di solidarietà straordinaria che ha permesso a Pierpaolo di partire per Tel Aviv.

L’appello della famiglia di Pierpaolo che innescò la catena di solidarietà

“L’ultima possibilità di cura è dunque una terapia molto costosa che non è disponibile per lui in Italia. Pierpaolo è stato indicato come un “paziente non ottimale, dal Sistema Sanitario Italiano per l’uso delle Cart-T”, in quanto solo pochissimi casi possono essere trattati, principalmente pediatrici, non dando garanzie sui tempi e i modi con i quali si potrà accedere alle lunghissime liste di attesa. L’unica prospettiva è quella di andare all’estero: interpellati, l’Ospedale Saint Louis di Parigi e lo Sheba Medical Center di Tel Aviv hanno dato il loro parere favorevole alla cura con Cart-T. Questa terapia è purtroppo solo a pagamento. Per quanto la famiglia darà fondo a tutte le sue disponibilità economiche, non potrà far fronte al costo di questa avveniristica terapia, che si aggirerà intorno ai 520mila dollari”.