È stata fissata per il prossimo 29 settembre l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Napoli nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, culminata nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sei imputati. Dovranno comparire davanti al giudice Vincenzo Di Lauro, Umberto Lamonica, Salvatore Roselli, Gennaro Bizzarro, Giovanni Cortese e Mario Cortese, chiamati a rispondere, a vario titolo, delle contestazioni formulate dalla Procura.
Secondo l’impostazione accusatoria, il primo capo d’imputazione riguarda una presunta estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosa, contestata a Vincenzo Di Lauro, Umberto Lamonica e Salvatore Roselli. La Procura sostiene che, tra il 2018 e il 2019, avrebbero costretto un imprenditore operante nel settore delle sale slot di Arzano a versare 100 milaeuro, prospettando minacce e facendo leva, secondo l’accusa, sulla forza intimidatrice riconducibile al clan Di Lauro.
Un secondo capo d’imputazione riguarda invece Gennaro Bizzarro, Giovanni Cortese e Mario Cortese, ai quali viene contestata, sempre in ipotesi accusatoria, un’estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dello stesso imprenditore. Secondo la Dda, gli imputati avrebbero cercato dapprima di ottenere la cessione di un’attività commerciale e successivamente imposto il pagamento di mille euro al mese, oltre alla sottoscrizione di cambiali, quale corrispettivo per consentire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.
La Procura contesta i reati di cui agli articoli 61, 7, 110, 629 commi 1 e 2, in relazione all’articolo 628, comma 3, numeri 1 e 3, e all’articolo 416-bis.1 del Codice penale, con l’aggravante dell’agevolazione e dell’avvalimento del metodo mafioso.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Abet e Antonio Liguori (Vincenzo Di Lauro), Gennaro Pecoraro e Francesco Iovine (Umberto Lamonica), Patrizia Sebastianelli (Salvatore Roselli), Luigi Poziello e Gian Paolo Schettino (Gennaro Bizzarro), Claudio Davino (Giovanni Cortese) e Claudio Davino con Leopoldo Perone (Mario Cortese).
L’udienza preliminare arriva dopo un primo importante sviluppo nella fase cautelare. Nei mesi scorsi, infatti, il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo le argomentazioni formulate dai difensori, ha disposto la scarcerazione di tutti gli imputati, annullando o sostituendo le misure cautelari personali applicate nella fase iniziale dell’indagine.
Il prossimo 29 settembre il Gup sarà chiamato a decidere se accogliere la richiesta della Direzione distrettuale antimafia e disporre il rinvio a giudizio oppure pronunciare una diversa decisione.
Le contestazioni riportate rappresentano l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura. La responsabilità degli imputati potrà essere accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

