Reddito di Cittadinanza: pioggia di soldi senza lavoro, 172 mila campani “abbandonati”

E’ ancora in alto mare il sistema “virtuoso” presentato dal Governo nell’ambito dell’attuazione del reddito di cittadinanza. Presentato come un rivoluzionario sistema che avrebbe permesso ai percettori del sussidio di trovare lavoro, impedendone la sedentarietà e favorendo l’utilità sociale dei beneficiari, la misura che porta la firma del Movimento Cinque Stelle si sta rivelando tutt’altro che virtuosa, almeno in questi primi mesi.

I 46 centri per l’impiego, al momento, non sono ancora entrati a regime e i 172 mila beneficiari campani non hanno ancora ricevuto proposte di lavoro, i comuni non hanno ancora messo in piedi un sistema di utilità sociale e la cosiddetta fase due del reddito di cittadinanza, che prevedeva che entro lunedì 24 giugno fosse operativa la piattaforma dell’Agenzia delle Politiche attive per il Lavoro, sembra ancora troppo lontana.

Gli elenchi dei percettori non sono noti ai Centri per l’impiego e le convocazioni dei 172 mila beneficiari campani non sono ancora partite. Nel pomeriggio di lunedì la società del ministero del Lavoro ha effettivamente attivato «i servizi per l’interscambio dei dati con le Regioni in relazione ai beneficiari del reddito di cittadinanza tenuti a sottoscrivere il Patto per il lavoro». Ma nelle prime 48 ore la piattaforma è stata disponibile solo «in ambiente staging, al fine di consentire alle Regioni di fare eventuali test e controlli, in modo da non creare inconvenienti». Il circolo reddito-lavoro-servizio alla comunità è ancora fermo alla prima fase. Sono tanti i beneficiari che, nonostante la boccata d’ossigeno data dal reddito, chiedono lavoro e dignità, ma al momento tutto sembra fermo prendendo sempre più la forma di una misura assistenzialistica.