Reddito di cittadinanza, lo chef che non trova personale: “I giovani non vogliono lavorare nel weekend”

«Non riesco a trovare lavoratori stagionali, i giovani non vogliono lavorare il weekend e preferiscono il reddito di cittadinanza». Federico Palestini, chef marchigiano considerato re del brodetto di San Benedetto del Tronto, lancia l’allarme e spiega di avere grandi difficoltà nel trovare personale.

Come scrive Stefania Serino per il Corriere Adriatico, lo chef ha lanciato un appello all’istituto alberghiero di San Benedetto del Tronto, chiedendo stage estivi per gli studenti in modo da ovviare ad un problema che questa estate sta coinvolgendo diversi settori. Federico Palestini, che recentemente ha fatto assaggiare il suo brodetto anche a Maurizio Sarri, ha infatti spiegato: «Nei mesi di maggio e di giugno avevo ricevuto da parte dell’ufficio impiego dei moduli contenenti i nominativi di 12 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Volevo offrire loro del lavoro ma nessuno mi ha dato conferma anzi qualcuno mi ha anche intimato a non chiamarlo più. Ho dovuto così cercare altrove e non senza difficoltà. Non è facile trovare ragazzi che vogliono lavorare nella ristorazione, anzitutto perché da noi si lavora il sabato e la domenica e i ragazzi preferiscono forse essere liberi nel weekend e comunque non si trovano lavoratori qualificati. Un appello lo lancio anche all’alberghiero affinché cerchi di mandare i ragazzi a fare formazione anche nei periodi estivi nei ristoranti della Riviera».

Lo chef Palestini assicura di rispettare la legge, ma chiede anche flessibilità ai suoi dipendenti: «Da noi se vieni assunto per 4 ore lavori per 4 ore, hanno un pasto gratuito. Noi serviamo solo per i dipendenti sia a pranzo che a cena 1.200 pasti gratuiti l’anno. Diamo 14 mensilità, paghiamo la tredicesima la quattordicesima come previsto dalla legge. Ovviamente ci deve essere anche la flessibilità, ci sono giornate in cui ci sono tante persone altre in cui vi sono tempi morti». Le parole dello chef, se da un lato sono sulla stessa lunghezza d’onda della Confesercenti locale, dall’altro hanno attirato anche qualche critica dai sindacati. La Cgil, infatti, ha criticato le parole di Palestini: Non crediamo che scaricare sui lavoratori, altamente professionalizzati, che non si tirano mai indietro le responsabilità di chi invece i lavoratori li vuole sfruttare sia il modo giusto di affrontare la questione. Il lavoro stagionale nel turismo, commercio e artigianato alimentare arriva ad occupare il 40%. Questi lavoratori hanno diritto a vedere i propri contratti rispettati. Se poi lavorano il doppio devono ricevere retribuzioni adeguate».