Ripulita l’area di via Arafat a Marano, potrebbe essere dedicata all’emergenza Covid

L’area di undicimila metri quadri di via Arafat a Marano, verrà ripulita completamente nel giro di una settimana. Erano diversi anni che si attendeva un provvedimento del genere.L’appezzamento di terreno, che pur trovandosi sul territorio di Marano e di proprietà del Comune di Napoli, da qualche tempo era diventato ricettacolo di rifiuti di ogni tipo.Al suo interno una persona vi aveva sistemato addirittura una roulotte e si era agganciato alla rete idrica pubblica. Per questo è stato deferito all’autorità giudiziaria.

L’intervento di pulizia che viene eseguito dalla agli addetti del Servizio Verde della Città – Napoli Servizi e dalla Flora Napoli, con la supervisione del dottor Vincenzo Borrelli, è stato sollecitato dal Sovraordinato al Comune di Marano di Napoli Angelo Covino.

Questi ha preso contatto con i responsabili del Servizio Demanio e Patrimonio dell’Amministrazione partenopea, concordando con i tecnici dell’Area, un calendario di interventi che si chiuderanno nel giro di una settimana.

L’area di ricovero e di emergenza di Via Arafat, potrà così essere riutilizzata anche dai cittadini Maranesi nei casi di protezione civile e di urgenza.

Al momento, dunque, nessun impiego specifico ma di certo un primo obiettivo lo si è raggiunto: quello del ripristino della legalità, e quello della pulizia del fondo che non avveniva da molti anni. Su quella area, infatti, è stato ritrovato di tutto, persino un componente di una vecchia gru.

Per soprammercato: lamiere, blocchi di cemento, carriole, bottiglie di vetro, bidoni, pedane di legno, manufatti abusivi e tantissimi rovi spinosi. E tutto questo in un’area destinata nel piano di protezione civile, dove in caso di emergenza, i cittadini residenti, avevano segnato come punto di riferimento e di ricovero quello di Via Arafat. Ma così sicuro non era.  <Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Marano Rodolfo Visconti, per il lavoro amministrativo e tecnico iniziato dal geometra Tommaso Galluccio e dalla polizia municipale di Marano. Mentre il Sovraordinato all’Area Vigilanza Ambiente e Territorio Angelo Covino, ha voluto ringraziare preliminarmente la dirigente dell’Area Patrimonio e Demanio del Comune di Napoli, dottoressa Tiziana Di Bonito, l’Arch. Nunzia Ragosta, l’Ing. Salvatore Balestriere e il geom. Ciro Miranda, che hanno disposto l’intervento. <E’ questo il risultato della collaborazione istituzionale, collaborazione utile e indispensabile per dare risposte concrete a quanto si aspettano i cittadini>.  Ha commentato Covino. <Questo intervento è stato reso possibile grazie alla disponibilità manifestata non solo dai funzionari del Servizio Demanio e Patrimonio del Comune di Napoli, ma anche dalla società Napoli Servizi e dalla dottoressa Teresa Bastia del Servizio Verde della Città, che hanno condiviso la mia preoccupazione per il momento emergenziale da Covid 19 che stiamo vivendo, dove era necessario restituire un’area di ricovero in caso di operazioni di protezione civile. Non si tratta di sbancamento – come qualche giornalista ha impropriamente detto, ma di una pulizia di un fondo che presentava una vegetazione amorfe e pericolosa. Ovviamente – continua Covino – se l’area dovesse servire alla Prefettura ed alle autorità sanitarie o di protezione civile, quell’area, oggi si può ritenere idonea. Ringrazio, infine, la polizia municipale e l’ufficio tecnico comunale di Marano, che mi hanno supportato anche in questa iniziativa di ripristino ambientale e di legalità> ha concluso il Sovraordinato Covino.

di Marcello Monarca