Non solo estorsioni dirette. Nell’ordinanza che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti vicini ai clan operanti tra Sant’Antimo, Grumo Nevano e Casandrino, compare anche un passaggio investigativo ritenuto particolarmente significativo dagli inquirenti.
Si tratta di una conversazione captata il 22 marzo 2023 all’interno di un garage monitorato, dove si trovavano Domenico Ranucci, Antonio Arena e Antonio Perfetto. Il dialogo, secondo quanto annotato dalla polizia giudiziaria, conterrebbe riferimenti a possibili estorsioni da organizzare sul territorio.
Il confronto parte dalla necessità di reperire un “nicchio”, termine dialettale per indicare un loculo cimiteriale, per la salma di Antonio Bortone, assassinato l’otto marzo 2023 in via Solimena a Sant’Antimo. Nel corso della conversazione viene fatto il nome di un assessore del Comune di Casandrino (non indagato), indicato come figura che, a dire degli interlocutori, avrebbe contatti utili “sopra al Comune”.
Secondo l’interpretazione degli investigatori, il riferimento non si esaurirebbe alla questione cimiteriale. Nel dialogo, infatti, si parla esplicitamente di lavori pubblici, gare d’appalto, licenze e ditte vincitrici. Uno degli indagati afferma che, tramite l’assessore, si potrebbe “arrivare pure alle ditte”, facendo intendere la possibilità di ottenere informazioni utili per eventuali richieste estorsive.
Due giorni dopo, il 24 marzo 2023, un’ulteriore annotazione di servizio evidenzia come il gruppo avrebbe tentato di avvicinare l’assessore, senza riuscirvi per una temporanea irreperibilità dello stesso.
Nel provvedimento si riporta il contenuto delle conversazioni intercettate, ritenute rilevanti ai fini investigativi. Allo stato, si tratta di elementi raccolti nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

