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Le due vite del boss Emanuele Sibillo

Il documentario incentrato sulla vita di Emanuele Sibillo ha avuto molto successo sul web e su Sky. ES17 – Dio non manderà nessuno a salvarci è andato in onda su Sky Atlantic e su Sky Tg24. Es17 è nato da un’idea di Roberto Saviano ed è stato realizzato dalla Divisione Digitale del Gruppo Gedi, ed è stato scritto dalle giornaliste Diana Ligorio e Conchita Sannino.

La morte del capoparanza Emanuele Sibillo

Il 2 luglio del 2015 Emanuele Sibillo e il suo gruppo tentarono di colpire il clan Buonerba L’attacco armato venne scagliato a bordo agli scooter che riuscirono a sparare sotto casa degli avversari, ma questi ultimi si difesero con i cecchini. Nello scontro il capoparanza venne stato colpito a morte alle spalle. In questo documentario la compagna Mariarka Savarese ha racconta sua relazione con Emanuele Sibillo.

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I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

All’alba è scattato un blitz dei carabinieri di Napoli, coordinato dalla DDA, che ha portato all’arresto di 21 persone ritenute affiliate al gruppo camorristico del ‘baby boss’ defunto che quando venne ucciso non aveva ancora compiuto vent’anni.

Nella conferenza stampa convocata oggi dalla Procura della Repubblica nuovi dettagli sono stati comunicati dal procuratore capo Giovanni Melillo. Condotto anche un decreto di sequestro l’altarino di Emanuele Sibillo, composto dal busto e dalle lucette. Infatti la rimozione della statua avvenuta perché era strumento di commissione di reati.

Dunque quel luogo assunse valori simbolici anche nell’esercizio delle attività delittuose. I commercianti erano costretti ad inginocchiarsi davanti all’altarino per imporre l’estorsione: il clan impose una dozzina di estorsioni. Quindi l’altarino era servente alla micro-organizzazione. Sullo sfondo della faida tra i bimbi c’era l’Alleanza di Secondigliano, che usava

 

 

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