Sindaco ricoperto di insulti, Striscia la Notizia a Giugliano e gli studenti fanno un’altra figuraccia. Video

Chiudere le scuole o tenerle aperte quando c’è il maltempo? La decisione in mano ai sindaci non è semplice, ma sui social hanno le idee chiare, come mostrato da Striscia la notizia in un servizio, andato in onda ieri, realizzato a Giugliano. L’inviato Luca Abete ha provato ad ascoltare alcuni giovani studenti giuglianesi per capire cosa ne pensassero delle offese arrivate nei giorni scorsi al sindaco, Antonio Poziello, reo di aver lasciato le scuole aperte nonostante l’allerta meteo. 

I ragazzi incuranti delle telecamere hanno ripetuto e confermato, senza vergogna, le offese al primo cittadino. Poziello che proprio qualche giorno fa in un post su Facebook aveva acceso i riflettori sulla vicenda e segnalato i tantissimi messaggi ingiuriosi ricevuti.

I campioni di domani- scrive Poziello– Cosa alleviamo? Vien da chiederselo. Campioni o bulli? Se ragazzini delle scuole medie o superiori danno sfoggio di tal eloquio immaginifico perché arsi dal desiderio di saltare una giornata di scuola con la scusa del maltempo, non possiamo liquidare la cosa come semplice ragazzata. Non sono innocenti commenti” così iniziava il post su Facebook del sindaco. 

Durante il servizio andato in onda nel prime time di Canale 5, Poziello era occupato nella presentazione di un libro scritto da un ragazzo, Giovanni Basile. E solo qualche ora dopo ha scritto un altro post nel quale ha commentato il vergognoso filmato trasmetto da Striscia la Notizia:

Un giovane scrittore che oggi ha 21 anni o poco più e ha scritto il suo primo libro quando di anni ne aveva 16 o poco meno.
Un libro che descrive una realtà distopica ma non troppo, a partire dal titolo: La città dei fumi.
Un ragazzo normale. Educato, sensibile, attento alla realtà che lo circonda. Che parla in italiano senza vergognarsene e che espone le proprie idee senza citare la madre di nessuno. Che esalta l’importanza dello studio e della cultura, dei libri.
Torno a casa e guardo il servizio di Abete. Un buon servizio, peraltro. Giovanni a confronto con quei ragazzi sembra un alieno. Un marziano che per caso si è trovato a passare da Giugliano. Uno che ha parcheggiato l’astronave in doppia fila al Corso Campano, peraltro in buona compagnia con un sacco di altri tizi.
Per un po’ ho pensato che la nota stonata fosse Giovanni e non quei ragazzi volgari compiaciuti della propria volgarità.
Ma non è così. Giovanni non è un’anomalia. Giovanni è la normalità, tutt’altro che noiosa.
È quella normalità che non fa notizia. È il cucciolo che coccoliamo ed alleviamo nelle nostre famiglie, ordinariamente problematiche, ma “normali”.
L’anomalia sono quegli altri. La a-normalità è costituita da quei ragazzi sgrammaticati, che si sganasciano nel fare battuta su mia madre, che dov’è non se ne risentirà più di tanto. Che testimoniano di una povertà educativa diffusa e di un fallimento dei nostri sistemi socioeducativi. Di una scuola che non sempre insegna. Di una famiglia che non sempre educa. Di servizi sociali che non sempre intervengono.
Di battute che non sempre fanno ridere. Di scuole che quando piove non sempre vanno chiuse.
L’anomalia è un istituto
scolastico che non fa notizia perché andrà in Cina a rappresentare il Made in Italy, ma per un po’ di ragazzini che si sganasciano dalle risate dopo una battuta greve. Ed è grave.

 

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