Per 15 giorni hanno vissuto in una camera da letto, senza mai uscire, con l’unica concessione della tv. Erano a casa di un’anziana, una lontana parente della mamma, in un appartamento delle case popolari di Formia. Con loro Sarah e Alisya avevano un telefonino, nascosto nel cartone di un panettone, con una sim registrata a nome di un pachistano.
A fornirgliela era stata la mamma che, secondo gli investigatori, aveva pianificato da tempo il sequestro dalla casa famiglia in Abruzzo. Ed è stata proprio una videochiamata tra le ragazzine e la donna a far scattare il blitz dei carabinieri, che hanno eseguito il decreto di fermo per il concreto pericolo di fuga dei protagonisti di questa vicenda, la mamma Valentina D’Acunto, il suo compagno Vincenzo Esposito, originario di Torre del Greco e il nonno materno delle bambine, Marco. Ora sono tutti in carcere e tutti con la stessa accusa, sequestro di persona aggravato in concorso.
La notte della sparizione delle sorelline
Sarebbero stati loro, la notte tra il 6 e il 7 giugno scorso, ad aver prelevato dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, nell’Aquilano, le due ragazzine, fino a portarle a Formia e consegnarle nelle mani dell’ignara zia Sofia, un’anziana – oggi indagata a piede libero – con cui i parenti “non avevano contatti da 13 anni”, come ha svelato il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo. “Qui le ha portate il nonno – ha detto la donna -. Sono stata contattata appositamente per questo e ho seguito un ordine. Dovevo tenere le bambine. Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione. Lo rifarei, certo. Perché le bambine volevano stare con la mamma”. Con loro avevano numerose buste della spesa, che contenevano anche gli alimenti per celiaci per la più piccola delle ragazze, intollerante al glutine. “Questa è una vicenda – ha spiegato D’angelo – che non ha nulla a che vedere con la criminalità ma con un amore genitoriale malato”.
La svolta nelle indagini è arrivata ieri, quando dal telefonino che la Procura aveva fatto intercettare è stata avviata la videochiamata tra le ragazze e la mamma, tradita dalla sua “mania di controllo” sulle figlie. All’arrivo dei carabinieri nell’appartamento, le sorelline hanno opposto resistenza. “Vogliamo stare con mamma”, sono state le loro parole.


