La Corte d’Assise d’Appello ha confermato la condanna a dieci mesi di reclusione, con pena sospesa, nei confronti del giornalista e conduttore televisivo Enrico Varriale, imputato per stalking e lesioni nei confronti di una sua ex compagna. I giudici hanno così confermato la sentenza emessa in primo grado nel giugno 2025, respingendo di fatto la linea difensiva e riconoscendo nuovamente la sussistenza della condotta persecutoria contestata all’ex vicedirettore di Rai Sport. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna più severa, pari a due anni di reclusione.
Soddisfazione è stata espressa dalla parte civile. “Giustizia è stata fatta”, ha dichiarato l’avvocata Teresa Manente, responsabile dell’ufficio legale di Differenza Donna e legale della vittima, sottolineando come anche il secondo grado di giudizio abbia riconosciuto comportamenti lesivi della libertà di autodeterminazione della donna, escludendo che possano essere interpretati come il semplice tentativo di recuperare una relazione sentimentale.
Oltre alla pena detentiva, Varriale è stato condannato al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese processuali. In caso di conferma definitiva della sentenza da parte della Cassazione, per poter beneficiare della sospensione condizionale della pena dovrà seguire un percorso di recupero presso strutture specializzate rivolte a uomini autori di violenza, con incontri almeno bisettimanali e verifica finale dell’esito del programma.
Secondo quanto emerso nel processo, la donna avrebbe modificato profondamente le proprie abitudini di vita e si sarebbe rivolta a un centro antiviolenza per ricevere supporto psicologico, temendo possibili aggressioni. Per Varriale si tratta della seconda condanna legata a vicende che coinvolgono ex compagne. Nel dicembre 2025 era infatti arrivata un’altra sentenza di primo grado che lo aveva condannato a sette mesi di reclusione, sempre con pena sospesa, per minacce e lesioni ai danni di un’altra ex partner. In quel procedimento il giudice aveva riqualificato l’originaria accusa di stalking in quella di minacce, disponendo anche il pagamento di una provvisionale di duemila euro in favore della parte civile. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra dicembre 2021 e febbraio 2022.

