Un assalto violento è stato immortalato secondo dopo secondo dalle telecamere di videosorveglianza del centro commerciale Il Molino a Sant’Antimo. Durante la rapina dello scorso 26 giugno alla gioielleria Biondino, i malviventi hanno fatto fuoco al grido spietato di “Spariamo, Spariamo“. Due i colpi di pistola esplosi contro il ragazzo che tentava di opporsi alla rapina, uno dei quali lo ha centrato. Nel frame decisivo del filmato, alle ore 13:51:24, si vede il sussulto della vittima che cede sulla gamba sinistra: a sparare a bruciapelo è stato il primo rapinatore entrato nel locale, che indossava una tuta nera Adidas con le caratteristiche strisce bianche e il volto travisato dal cappuccio della felpa.
Il blitz all’alba a Giugliano: chi sono i cinque fermati
Stamattina i Carabinieri della Compagnia di Giugliano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, hanno fatto scattare un blitz eseguendo un provvedimento di fermo nei confronti di cinque persone, quasi tutte di età compresa tra i 21 e i 26 anni. I destinatari della misura precautelare sono Alessandro Cante, Antonio Mariano e Antonio Palma, accusati nello specifico del tentato omicidio per aver sparato contro la vittima, insieme a Vincenzo Bombace e Patrizio Di Nardo. Le accuse a vario titolo riguardano anche la detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, rapina aggravata e ricettazione.
I colpi tra Napoli e Caserta
Le indagini, condotte con straordinaria rapidità dalla Sezione Operativa di Giugliano tramite intercettazioni e analisi dei filmati, hanno svelato che l’assalto alla gioielleria Biondino era solo la punta di un iceberg. Grazie al rinvenimento di armi da taglio e indumenti compatibili, gli inquirenti hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati per altre nove rapine aggravate — otto consumate e una tentata — messe a segno ai danni di uffici postali e negozi nelle province di Napoli e Caserta.
Nel corso dell’inchiesta era già stato eseguito, mercoledì scorso, il fermo di un altro complice, che si trova tuttora in custodia cautelare. Il provvedimento di oggi si è reso urgente e necessario sia per il concreto pericolo di fuga dei giovani criminali, sia per bloccare sul nascere altri colpi già pianificati dalla banda. Essendo la misura disposta in sede di indagini preliminari, i destinatari sono da presumersi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
“Violenti e spietati”, i nomi della ‘batteria’ dei rapinatori di Giugliano

