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sabato, Giugno 25, 2022
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Impazza la corsa al tampone, la differenza tra antigenico e molecolare: attenzione agli errori


La diffusione della variante Omicron ha determinato un importante aumento dei contagi. Giorno dopo giorno, l’Italia raggiunge nuovi record di positivi e, con questi, nuovi record di test effettuati. Questo perché il ricorso a un tampone oro-rinofaringeo si sta rivelando indispensabile non solo per tutti coloro che presentano i sintomi del Covid-19, ma anche per i loro contatti stretti, per i guariti e per i non vaccinati che hanno bisogno del Green Pass “base”.

L’aumento dei contagi e la “corsa al tampone”

In realtà, c’è da precisare che con l’aumento dei contagi sono sempre di più le persone che si sottopongono al tampone solamente per prudenza. Quindi non per reale necessità (contatto con un positivo, sintomi sospetti ecc.), ma semplicemente per il timore – comprensibile – di aver contratto inconsapevolmente la malattia e diffonderla. Anche per questo motivo, negli ultimi giorni, si sta verificando una vera e propria “corsa al tampone”. Test molecolari venduti “a peso d’oro” con tempi di riscontro biblici; code chilometriche fuori le farmacie per effettuare i test rapidi; i test antigenicifai da te” attualmente non pervenuti in nessun esercizio. Un fenomeno che si potrebbe definire d’isteria, che ha come conseguenza un reale appesantimento e rallentamento del meccanismo di diagnosi del Covid-19.

Le conseguenze della “corsa al tampone”

Difatti, per chi risulta positivo al Covid, il periodo di quarantena può terminare soltanto dopo un esito negativo di un tampone (meglio se molecolare). E, attualmente, non sono affatto poche le persone che lamentano difficoltà nel concludere la quarantena poiché impossibilitate ad effettuare un tampone. Infatti, a causa di questa incredibile affluenza, comincia ad esserci carenza di tamponi e risulta sempre più complicato trovarne.

Le parole del sottosegretario Sileri

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri sottolinea che: “E’ inutile precipitarsi in farmacia in caso di contatto a rischio con un positivo. Il tampone va fatto alla fine della quarantena, o comunque non prima di due/tre giorni dal contatto. La carenza di tamponi alla quale abbiamo assistito negli ultimi giorni non è dunque strutturale, ma momentanea. E molto ha influito la corsa spesso insensata al tampone di chi voleva avere più sicurezza prima delle festività natalizie“.

Quando e quale tampone fare?

Esistono i test molecolari, gli antigenici rapidi che vengono effettuati in farmacia e gli antigenici rapidi “fai da te“. I primi sono i più affidabili: come spiega l’ISS sono infatti in grado di rilevare il genoma (RNA) del virus SARS-Cov -2 nel campione biologico attraverso il metodo RT-PCR. Il tampone molecolare è la prima scelta, ad esempio, in caso di sospetto sintomatico, di contatto stretto di caso confermato che manifesta sintomi, negli screening degli operatori sanitari. Ci sono poi i test antigenici da fare in farmacia: a differenza dei molecolari costano meno e per avere un responso bastano pochi minuti, ma la loro affidabilità non è ancora ottimale e sono frequenti i “falsi negativi“. Infine ci sono i test rapidi “fai da te”: si vendono nei supermercati ma, oltre a essere meno meno affidabili, presentando un alto rischio di falsi positivi e falsi negativi.

 

 

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