HomeCronacaTelefonino in carcere, condanna soft per Patrizio Bosti junior

Telefonino in carcere, condanna soft per Patrizio Bosti junior

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Due anni di carcere con esclusione dell’aggravante mafiosa. Questa la decisione presa ieri dal gip del tribunale di Napoli per Patrizio Bosti junior, nipote dell’omonimo boss del rione Amicizia e balzato agli onori delle cronache per l’aggressione all’interno del ristorante “Cala la Pasta”. Il rampollo doveva rispondere di evasione dai domiciliari e possesso di telefonini in carcere. Nonostante la richiesta del pubblico ministero di sei anni di reclusione, Bosti junior ha ottenuto una condanna decisamente al ribasso, tutto merito delle argomentazioni dei suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono ed Elisabetta Valentino. Un anno e quattro mesi per Giorgio Marasco, mentre Salvatore Motto, indicato come colui che avrebbe agevolato la latitanza di Bosti junior, ha incassato otto mesi.

Gli uomini della Squadra Mobile avevano accertato che a marzo e a novembre 2023, mentre era ristretto a Poggioreale, Bosti junior aveva pubblicato dei video su TikTok in cui esaltava la sua appartenenza criminale. Arrestato e condannato in primo grado con la concessione degli arresti domiciliari, Patrizio Bosti junior si diede poi alla latitanza, così come Giorgio Marasco che aveva fatto perdere le sue tracce per poi essere bloccato a Forcella dai Falchi della Squadra Mobile della Questura. Entrambi sono “protagonisti” della clamorosa aggressione nel ristorante “Cala la Pasta” ai danni di due turisti argentini. Nel maggio 2022, Bosti jr sarebbe intervenuto contro alcuni turisti argentini seduti al tavolino del locale che erano stati investiti da una moto lanciata a tutta velocità. In quel frangente venne travolta anche la moglie del titolare che si trovava all’esterno.

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Dopo l’impatto e la fuga, il centauro era tornato accompagnato da altre persone per riprendere la moto e minacciare il titolare del ristorante. In quella circostanza intervenne anche il ventenne Patrizio Bosti, con un’azione ritenuta violenta e intimidatoria. Bosti era stato condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione.

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