I carabinieri della compagnia di Sorrento hanno arrestato Luigi Beneduce, 46enne di Pomigliano d’Arco, ritenuto responsabile di una truffa consumata e di altre quattro tentate ai danni di anziani residenti nella Penisola Sorrentina. L’uomo è stato bloccato mentre era ancora alla ricerca della prossima vittima, in sella a uno scooter Honda SH bianco e con il navigatore acceso sul cellulare.
L’indagine, condotta dai militari della Stazione di Sorrento, ha permesso di ricostruire un sistema ben organizzato che prendeva di mira persone ultra settantacinquenni attraverso il classico raggiro del falso nipote in difficoltà e del finto carabiniere.
La truffa da oltre 15mila euro ai danni di un’88enne
L’episodio più grave risale al 18 giugno scorso, quando una donna di 88 anni residente a Sant’Agnello ricevette una telefonata da un uomo che si spacciava per il nipote. Alla vittima venne raccontato che alcuni familiari erano stati arrestati e che servivano immediatamente soldi e gioielli per risolvere la situazione.
L’anziana consegnò così 500 euro in contanti e numerosi monili in oro, per un valore stimato tra i 12mila e i 15mila euro. Tra gli oggetti sottratti anche una fede nuziale con incisa la data del cinquantesimo anniversario di matrimonio. Solo dopo l’arrivo della figlia la donna comprese di essere stata truffata.
Le altre quattro truffe sventate
Nei giorni successivi il gruppo criminale ha tentato di colpire altre quattro donne anziane tra Piano di Sorrento e i comuni vicini. In tutti i casi il copione era identico: telefonate da parte di falsi parenti o falsi carabinieri che chiedevano 7.500 euro o gioielli per evitare arresti o problemi giudiziari ai familiari.
In un caso una donna si è accorta dell’inganno grazie all’intervento del marito. In un altro una 91enne ha smascherato subito il truffatore dichiarando di non avere nipoti. Decisiva anche la prontezza di una figlia che, fingendosi la madre anziana, ha registrato l’intera conversazione permettendo ai carabinieri di acquisire ulteriori elementi investigativi.
Le telecamere e Google Maps incastrano il 46enne
La svolta è arrivata grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza che avevano ripreso l’uomo durante la truffa consumata. I filmati hanno consentito di individuare lo scooter utilizzato e successivamente di risalire all’identità del presunto responsabile.
Quando i carabinieri lo hanno fermato all’incrocio tra via Rota e via Califano, Beneduce aveva sul cellulare Google Maps aperto con il percorso verso una nuova destinazione e una serie di chat WhatsApp attraverso le quali condivideva in tempo reale la propria posizione con i complici. Gli investigatori ritengono che stesse raggiungendo un’altra potenziale vittima.
Su disposizione della Procura di Torre Annunziata, il 46enne è stato trasferito in carcere. Per lui non si tratta del primo arresto per fatti analoghi: appena due mesi fa era già finito in manette nelle Marche per una truffa ai danni di anziani.


