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Truffe sulle auto di lusso, 41 indagati tra la Campania e la Toscana

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Un’associazione per delinquere, radicata tra Campania e Toscana, e capace di operare con modalità seriali nel settore del noleggio di auto di lusso è stata smantellata dalla Polizia di Stato di Siena e La Spezia.

È questo il quadro delineato al termine di una complessa e articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Bolzano, che ha portato nei giorni scorsi alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 41 persone, 4 donne e 37 uomini di età compresa tra i 32 e i 73 anni, indagate a vario titolo per associazione per delinquere, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato.

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La denuncia che ha fatto partire le indagini

L’attività parte da una denuncia per appropriazione indebita presentata nel febbraio del 2022 da una società di leasing presso la Polizia Stradale della Spezia che ha da subito avviato le indagini e ha fatto emergere elementi riconducibili a un più ampio sistema fraudolento che operava nel settore del noleggio a lungo termine di veicoli di alta gamma.

L’indagine, condotta congiuntamente dagli investigatori della Squadra Mobile della nostra Questura ha consentito di approfondire l’articolato modus operandi dell’associazione.

Secondo quanto emerso, gli appartenenti all’organizzazione avrebbero dato vita a un sistema strutturato con una precisa ripartizione dei ruoli e soggetti incaricati di reperire documentazione falsa, individuare prestanome e gestire le operazioni di trasferimento e occultamento dei veicoli.

Le carte false

L’associazione infatti, acquisiva auto di alta gamma con contratti di noleggio a lungo termine ottenuti tramite presentazione di documentazione fiscale, bancaria e reddituale falsa o alterata. Una volta acquisite, le auto venivano sottratte al circuito legale con un sistema accuratamente pianificato: presentavano false denunce di smarrimento delle chiavi o di furto dei veicoli, successivamente modificavano gli elementi identificativi delle autovetture, applicava targhe straniere e infine trasferivano i mezzi all’estero, ostacolandone il rintraccio.

L’associazione ha operato principalmente tra Campania, Toscana e diversi Paesi esteri.

Numerosi gli episodi ritenuti riconducibili al medesimo schema criminoso, elementi che, secondo l’ipotesi accusatoria, evidenzierebbero la continuità delle condotte contestate e la capacità del gruppo di operare con rapidità e organizzazione nel settore delle autovetture di lusso.

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