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Tutela della salute, Campania tra le regioni peggiori: lo conferma uno studio

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La Campania è tra le peggiori regioni italiane riguardo la tutela della salute. Lo conferma uno studio sulle performance regionali condotto dal Crea (Centro per la ricerca economica applicata alla sanità) dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

La Campania è tra le regioni peggiori per la tutela della salute

La Campania resta tra le regioni italiane con i peggiori servizi sanitari e opportunità di tutela per la salute. A confermarlo è uno studio condotto dal Crea (Centro per la ricerca economica applicata alla sanità) dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, presentato il 2 luglio. La ricerca ha analizzato l‘universalità e l’equità di accesso alle cure, basandosi sui LEA (livelli essenziali di assistenza), ovvero le prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire a tutti i cittadini. Inoltre, ha anche analizzato i risultati raggiunti attraverso degli indicatori di performance regionali, basandosi anche sulla soddisfazione dei cittadini riguardo i servizi sanitari offerti. Il Trentino Alto-Adige si è distinto per una maggiore soddisfazione degli utenti, con un punteggio medio di 8,1 (su una scala da 0 a 10), mentre le regioni del Mezzogiorno registrano i valori più bassi. La Campania si ferma a 6,2, al di sotto del valore mediano di 6,8.

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Divario tra Nord e Sud: il Veneto si conferma la regione con migliore performance sanitaria, la Campania è tra le regioni in “rosso”

Il Veneto si conferma la regione con la migliore performance in ambito sanitario. Ha raggiunto il 55% del massimo teorico possibile, seguita dalla provincia autonoma di Trento (con il 50%). La Calabria invece si posiziona all’ultimo posto con il 23%. La Campania è tra le 5 regioni che offrono una qualità peggiore della tutela della salute. Infatti è segnata in rosso sulla mappa nazionale, colore che indica le regioni con una percentuale inferiore al 33%. Le regioni segnate in rosso sono tutte del Sud: Calabria (23%), Campania (26%), Sicilia, Basilicata e Puglia (27%).

Registrato un significativo miglioramento, ma manca ancora l’equità delle cure in Italia

Nonostante il triste dato sulle condizioni della Campania e il divario sempre più presente tra Nord e Sud, lo studio rileva però un piccolo miglioramento. Le regioni del Mezzogiorno presentano un lieve miglioramento con una minore disparità rispetto agli studi precedenti, soprattutto per la Campania, Abruzzo e Molise.
Lo studio condotto dal Crea mette in luce un aspetto molto preoccupante del nostro Paese, legato al diritto alla salute che non è garantito allo stesso modo in tutta l’Italia. Il Sud, nonostante i piccoli miglioramenti, resta ancora indietro. Tutto questo comporta liste di attese infinite e una mancata equità di accesso alle cure, in cui i cittadini del Sud non hanno le stesse possibilità di quelli del Nord e le condizioni di salute rischiano solo di peggiorare.

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