Uomini e Donne, tutti contro il napoletano Armando Incarnato. La puntata di oggi ha visto Armando al centro delle polemiche e di una lite in diretta. Il napoletano ha accusato Aurora di essere la talpa di Uomini e Donne di un’importante pagina di anticipazioni. Inoltre Armando ha letto la lettera di Valentina, che gli ha rivelato di essersi invaghita di lui. Lui però ha risposto picche trattando male Valentina definendola una ragazza di facili costumi.

Chi è Armando Incarnato

Armando Incarnato è un imprenditore, attore e modello conosciuto al pubblico per fare parte del Trono Over nel programma Uomini e DonnePresente ormai da diversi anni, Armando è uno dei personaggi più discussi. Originario di Napoli nella sua esperienza su Canale 5 alla corte di Maria De Filippi ha frenquentato prima Ursula Bennardo, tornata poi con Sossio Aruta e poi Noel Formica. Chiuse entrambe le relazioni continua a far parte della stagione 2020 2021 di Uomini e Donne.

Armando Incarnato è ritornato con grande impeto sul trono over di Uomini e Donne.  Ma Armando il napoletano non si occupa solo di corteggiare le donne ma ha anche un animo molto sensibile. Ultimamente ha affrontato un tema molto importante come quello della bigenitorialità. Basta guardarlo e sentirlo parlare del piccolo grande amore della sua vita,  sua figlia Michelle, per capire la forte propensione. Un tema scottante, molto esaminato e sentito in un’ epoca dove  molte famiglie  vivono una situazione in alcuni casi di estrema difficoltà.

Armando Incarnato sostiene e condivide la svolta della Cassazione. La Suprema Corte ha superato il criterio della Maternal Preference  “non basta un incontro tra padre e figlio ogni 15 giorni  durante il fine settimana, i figli hanno il diritto di  frequentare il genitore con cui non vivono prevalentemente anche nel corso della settimana (ordinanza 9764 dell’8 aprile 2019 )”.  Molti i principi e le ordinanze che Armando Incarnato pronuncia in modo ferrato, cita infatti l’ art.24 che è fondato sulla Carta dei Diritti dell’Unione europea  e l’art 29 del 1989 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

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