Antimo Iavazzo, 38enne di Sant’Antimo, era stato sottoposto a decreto di fermo con la pesante accusa di tentato omicidio, commesso nel giorno di Pasquetta, fuori ad una gelateria di Sant’Antimo, per motivi di viabilità.
Dopo 48 ore di detenzione nel carcere di Secondigliano, il GIP del Tribunale di Napoli Nord, accogliendo la tesi difensiva prospettata dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, non ha convalidato il fermo e ha rimesso in libertà, senza alcuna restrizione, il giovane noto negli ambienti con il soprannome di “uocchie e pall”. La difesa ha fatto emergere le forti contraddizioni tra la persona offesa e gli altri testimoni presenti.
I fatti risalgono al 6 aprile, quando i carabinieri della Compagnia di Giugliano trovarono al pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa un uomo ferito a coltellate al culmine di una rissa scoppiata in via Roma a Sant’Antimo, nei pressi di una nota gelateria.
Secondo quanto emerso, la rissa sarebbe nata da un alterco dapprima per motivi di viabilità tra Antimo Iavazzo e la figlia della vittima e poi da un successivo preteso chiarimento del papà della ragazza, che fu accoltellato con un coltello da cucina.
Durante la rissa, l’aggressore avrebbe estratto un coltello da cucina, colpendo la vittima al costato. Le ferite riportate si sono rivelate particolarmente gravi: secondo i medici, la lama avrebbe interessato il fegato, lesionando la capsula epatica, e raggiunto anche il polmone destro, provocando un emotorace.
Le testimonianze raccolte, in particolare quelle della figlia della vittima e della sua amica, hanno consentito agli investigatori di identificare il presunto responsabile, successivamente riconosciuto anche tramite individuazione fotografica.
Nel corso delle indagini è emerso anche un ulteriore elemento, al momento privo di riscontri: secondo un familiare di Antimo Iavazzo, durante la rissa sarebbero stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco. Tuttavia, i sopralluoghi effettuati non hanno portato al rinvenimento di bossoli o altri elementi utili a confermare questa versione.


