HomeCronacaVietato il circo con '100 animali' a Bacoli, lo stop dal sindaco

Vietato il circo con ‘100 animali’ a Bacoli, lo stop dal sindaco

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Il sindaco Josi della Ragione ha vietato lo spettacolo circense del Il Colosso con 100 animali a Bacoli. «E, per far sapere che è arrivato a pochi chilometri da noi, ha anche pensato di affiggere abusivamente suoi manifesti in tutta la nostra città. Tutti ottimi ingredienti per essere cacciato via, subito. Perché a Bacoli non solo è vietato lo scempio del circo con gli animali. Luogo in cui si spettacolarizza la sofferenza degli animali. Ma, qui da noi, è anche vietato pubblicizzare questo degrado. Ovunque esso avvenga. E siamo intransigenti. Ancor peggio quando ciò avviene in modo selvaggio. Stiamo quindi provvedendo a stracciare ogni suo volantino. Non prima, ovviamente, di avergli fatto recapitare multe salate. Ringrazio la Polizia Municipale per il pronto intervento. Utilizzeremo i soldi di questo Colosso per aiutare i nostri affettuosi animali randagi. Insieme, facciamo la nostra parte. Un passo alla volta», ha dichiarato il sindaco di Bacoli.

La replica del circo al sindaco di Bacoli

Il Circo Royal ha replicato attraverso le parole di Bianca Montico, Segretaria Nazionale del SIAC Europa Spettacolo dal Vivo e Benessere Animale. «Egregio Signor Sindaco, ​facendo seguito alle recenti dichiarazioni pubblicate sui Suoi canali social, desidero sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni a nome della Segreteria Nazionale SIAC Europa.  ​Pur condividendo pienamente il principio di legalità e il dovere dell’Amministrazione di sanzionare eventuali irregolarità nelle affissioni pubblicitarie, corre l’obbligo di evidenziare come l’utilizzo di toni denigratori nei confronti della categoria dei lavoratori e degli imprenditori circensi stia alimentando un clima di ostilità mediatica preoccupante».

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Il comunicato continua: «​Definire realtà storiche come l’Imperial Royal Circus attraverso termini quali “degrado” o “sofferenza” – peraltro senza una previa verifica oggettiva dello stato dei luoghi e degli animali – appare come un atto di chiusura ideologica che mal si concilia con il ruolo di equilibrio e imparzialità che un Primo Cittadino deve rappresentare per l’intera comunità. ​Le ricordiamo che il Circo è riconosciuto dallo Stato e tutelato quale patrimonio culturale, espressione di un’operosità secolare che merita rispetto per la dignità dei centinaia di lavoratori coinvolti. Nello specifico, l’Imperial Royal Circus opera secondo il modello del “Circo Etico”, attenendosi a rigidi protocolli veterinari e controlli costanti che garantiscono standard elevati di benessere animale. Accuse generiche di maltrattamento risultano pertanto infondate e gravemente lesive per un’impresa sana e regolare».

 

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