HomePoliticaQUALIANO, LE GRANDI MANOVRE DELLA MULTISERVIZI S.P.A.

QUALIANO, LE GRANDI MANOVRE DELLA MULTISERVIZI S.P.A.

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E’ una guerra strisciante. Consiglieri contro assessori, padrini contro cumparielli, sindaci contro ex sindaci. Parole al veleno appena sussurrate tra i corridoi e le stanze del comune e veti incrociati su nomi e cognomi di possibili papabili, fanno poi il resto. Signori ci siamo quasi. Tra poco arriverà l’estate e ci sarà la prima scadenza importante dell’era di Totore I°, re (poco) illuminato del favoloso regno dei panzatuosti. Più si avvicina la data della conta delle truppe e più cresce il fermento tra gli associati del centro destra. La febbre è già molto alta e qualcuno rischia di rimanere (politicamente) stecchito. Il prossimo rinnovo dell’organigramma della Qualiano Multiservizi SpA sancirà a che punto è la lotta fra Onofaro e Micheluccio Nostro, e chi, in questo duello fratricida, resterà in piedi. Si accettano pronostici e qualche buontempone sta già facendo circolare “la bolletta” per le giocate con le relative quotazioni. Gli scommettitori danno un doppio vantaggio a Schiano (2 a 1), nel senso che dovrebbe essere “isso”, in base anche alla interpretazione di alcuni articoli del “diritto pubblico in salsa qualianese” (700 voti e qualche consigliere a carico), ad indicare il nuovo presidente, alla luce anche degli accordi bilaterali dello scorso autunno fra la fazione dei “Schiano Boys” e la delegazione della “Virtus Onofaro”. Ma tutto lascia supporre che, essendo la strada ancora irta e tortuosa, ci potrà essere qualche sorpresone dell’ultimo minuto e la elementare e famosa regola di Abourezk sulla politica “Non ti preoccupare dei nemici, sono gli alleati che ti fregano”, possa vigere anche questa volta.

Il borsino del nuovo presidente. Chi sono dunque i papabili che dovranno sedersi nel nuovo consiglio di amministrazione? I soliti nomi già circolano da qualche tempo e il ritorno di qualche ex presidente “poco trasparente” è dato quasi per scontato. E gli altri papabili chi sono? Chi siederà invece nel consiglio di amministrazione? Si fanno tanti nomi, forse pure troppi. Ci sono i trombati delle elezioni, quelli cioè che per una manciata di voti non “sono scattati” e rivendicano un ruolo ed una poltrona qualsiasi. Poi vengono i cosiddetti fedelissimi, quelli cioè che pur non candidandosi alle elezioni, ad ogni stagione elettorale, si mettono al servizio del politico capo corrente e con spirito di sacrificio ed abnegazione, accumulano sempre più punti sulla “fidelity lecca lecca card”. Ed infine ci sono i “blasonati aventi diritto”, quelli cioè che per un disegno divino e per diritto dinastico si sentono, spocchiosamente, fin dalla nascita, sempre presidenti di qualche cosa. E a detta di molti sono i più insidiosi e pericolosi. Sono disposti a tutto pur di sedersi su una poltrona che conta

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Competitività ed efficienza. Sull’onda di queste nuove tendenze socio economiche quindi, Onofaro, Schiano & Co. hanno deciso forzatamente e di comune accordo di cambiare interamente l’organigramma della municipalizzata qualianese. Se il consiglio di amministrazione attualmente in carica, fu fatto ad immagine e somiglianza dell’ex sindaco deposto Galdiero II, il nuovo dovrà necessariamente rispettare i mutati equilibri politici, e la partita che si sta aprendo sui nomi che dovranno occupare quelle poltrone, sembra essere una scena di un soap opera vista e rivista. Praticamente il ‘déjà vu’ di sempre. Il concetto in base al quale si muovono i politici nostrani è uno schema di una semplicità elementare quanto disarmante: “Un consigliere a me, uno a te e l’altro pure a me”. Di piano strategici e competitività neanche a parlarne. Pensavate che le discussioni intorno alla municipalizzata fossero impostate su strategie e visioni da adottare per rendere il servizio della raccolta dei rifiuti competitivo ed efficiente? Pensavate che gli amministratori, che “debbono” decidere chi occuperà quelle poltrone, abbiano cura di indicare un buon tecnico competente che sia capace cioè di tagliare gli alti costi e le tante inefficienze delle Multiservizi?. Qual è la vera missione di un azienda di questa natura? Solo raccogliere rifiuti o ci possono essere altri sbocchi per renderla competitiva anche in altre realtà ed in altri comuni. Mi spiego meglio. A cosa serve un consiglio di amministrazione, un presidente, un amministratore delegato ed un collegio sindacale formato a sua volta da altri tre membri cosiddetti “di controllo”, se la mission aziendale è solo quella di raccogliere l’immondizia dalla strade di Qualiano? I rifiuti prodotti dai miei concittadini venivano raccolti anche prima della nascita della Multiservizi. O no

L’assessorato alla Nettezza Urbana. Se la nostra città continua ad essere l’unico “mercato” per la nostra Società per Azioni e l’azienda in questi anni non è riuscita né a crescere nè ad espandersi verso mercati di altra natura, a che servono tutti questi organismi con tutti questi personaggi? A consumare energia elettrica? A dissipare il calore prodotto dal proprio fondoschiena sulle sedie in eco pelle? Ad avere una centralissima e costosissima sede in via Di Vittorio? A percepire stipendi (d’oro) o gettoni di presenza? E poi? Le persone dotate di un minimo di buon senso (e ce ne sono tante) pensano invece che gli operatori ecologici in forza alla Multiservizi, saprebbero benissimo svolgere il proprio lavoro anche senza consiglio di amministrazione o revisori contabili. La ramazza è unica e se ne frega della burocrazia e dei colori politici. Se questa azienda, pagata da noi contribuenti, non riesce ad essere competitiva e ad avere i bilanci in attivo, allora si abbia il coraggio di abolirla per delibera. Che tutte le competenze ripassino sotto la diretta gestione comunale. Anzi dico di più. Rivogliamo l’assessore alla Nettezza Urbana così come c’era una volta, a patto però che sappia leggere ed almeno scrivere. Siamo certi che funzionerebbe meglio e i cittadini di Qualiano risparmierebbero un sacco di soldi sui circa tre milioni e mezzo di euro del bilancio complessivo annuale della Multiservizi Spa. Fate un po’ voi.

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