Al referendum sulla giustizia “hanno votato i giovani, hanno votato gli anziani che si sono fatti accompagnare dai figli e dalle badanti per poter votare”. Lo ha detto il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, durante la registrazione della nuova puntata di ‘Accordi & Disaccordi’, in onda sul Nove nella serata di ieri, domenica 29 marzo.
Festa magistrati a Napoli dopo la vittoria del “No”, Gratteri controcorrente: “Non dovevano farlo”
Commentando la vittoria del No, Gratteri ha detto che “quello che ha fatto paura è il fatto che si modificavano 7 articoli della Costituzione e si è capito che la separazione del pm dal giudice sarebbe stato un indebolimento della garanzia e di tutela dei deboli, degli ultimi, non dei forti, dei ricchi e dei potenti”.
Quanto ai festeggiamenti da parte di alcuni magistrati a Napoli dopo i risultati del referendum, il procuratore ha sottolineato che “Gratteri era in ufficio a lavorare e la festa non era in procura ma a 400 metri dalla procura”.
Si è trattato di “una liberazione dopo mesi di tensione. Quello che non dovevano fare – ha proseguito Gratteri – è quel saltello. Io non festeggio neanche il mio onomastico”.
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“I cori dei magistrati di Napoli? “Io ho un carattere diverso, non ho festeggiato in quel modo. Credo però che certe manifestazioni siano frutto della tensione, della preoccupazione accumulata da ambo le parti in questo periodo. Quindi, in qualche modo, credo ci sia stata una temporanea apertura a sfogo di questa tensione. Non credo che siano state manifestazioni strutturali: quando c’è una grossa aspettativa può capitare di avere dei comportamenti non riconducibili alla nostra normalità, non ci vedo nulla di grave”.
“Certo, se si ripetessero tutti i giorni sarebbe preoccupante ma nel momento in cui si apre una bottiglia, dopo una lunga pressione, ci può stare non si sia completamente impeccabili. Anzi, non vorrei fosse l’ennesimo motivo di polemica, visto che c’è tanto da fare”. A parlare, ospite di Rai Radio1, a Un Giorno da Pecora, è il presidente dimissionario dell’Anm, Cesare Parodi.

