HomeCronacaClan D'Ausilio: scarcerati due qualianesi

Clan D’Ausilio: scarcerati due qualianesi

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Erano stati arrestati con l’accusa di associazione di stampo
mafioso, gli uomini della Squadra Mobile di Napoli li avevano condotti in cella a fine settembre in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari Andrea Rovida del tribunale di Napoli. Ma da mercoledi sera Emilia D’Alterio e Michele D’Alterio, entrambi di Qualiano, hanno fatto ritorno a casa. I giudici della ottava sezione
penale del tribunale del Riesame di Napoli hanno annullato il provvedimento restrittivo
per carenza dei gravi indizi di colpevolezza, accogliendo così in toto le argomentazioni difensive sostenute dall’ avvocato Claudio Davino.
Emilia D’Alterio e Salvatore D ‘Alterio erano finiti sotto i riflettori degli inquirenti per via del ritrovamento di un vero e
proprio arsenale di armi, avvenuto alla fine del 2008, nei pressi dell’abitazione del presunto boss Domenico D’Ausilio (in carcere per quella storia dal febbraio del 2009). Una storia, quelle delle armi, per la quale i due sono stati condannati in Appello:
Emilia e Michele D’Alteri6vennero però riconosciuti responsabili solo del reato di favoreggiamento, ed incassarono una condanna di poco superiore ai 12 mesi beneficiando anche della sospensione condizionale della pena.
Il Riesame si è poi pronunciato anche sulla posizione di Salvatore D’Alterio, condannato per i possessi di quell’arsenale per il quale è stato ritenuto colpevole pure Domenico D’Ausilio: D’Alterio, difeso dall’avvocato Davino, si è visto confermare il carcere per il reato di associazione di stampo mafioso, mentre è stato cancellato l’arresto per due ipotesi estorsive. Non si terrà, invece, il Riesame per Domenico D’Ausilio, che sino ad oggi non è mai stato condannato per camorra per essere stato alla guida del clan (i processi istruiti a suo carico per queste contestazioni si sono sempre conclusi con un’assoluzione): il presunto padrino (difeso dagli avvocati Sergio Cola e Gustavo Pansini)
ha rinunciato alla possibilità che i giudici della Libertà vagliassero le accuse formulate nei suoi confronti dal pubblico ministero antimafia Michele Del Prete. Il mandato di cattura nei confronti di D’Ausilio è stato spiccato in questa indagine per associazione di stampo mafioso, con l’aggravante di
capo e promotore, e per essere il mandante dell’omicidio di Amedeo Colle, ammazzato a bastonate un paio di anni fa.
Le scarcerazioni dei due D’Alterio seguono il ritorno in libertà di altri indagati per ordine del Riesame.

(Manuela Galletta da Cronache di Napoli il 14/10/2011)

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