Otto marzo, Festa della Donna

Domenica tre marzo, nella sede dei Democratici di Sinistra, si è tenuta un’interessante assemblea diretta dalla senatrice Pagano con la collaborazione delle professoresse Vitale e Abboccato circa l’attuale condizione delle donne ed il conseguente modo di festeggiare questa, ormai tradizionale, ricorrenza che è l’8 marzo. Prima di giungere al fulcro dell’argomento trattato, si è mostrato quanto sia stato edificante la creazione di un telefono rosa, con sede a Giugliano, attivo sin dal ’97, attraverso cui ogni donna può comunicare disagi e difficili situazioni impostele da un ambiente culturale troppo chiuso per capire quale sia la giusta linea di condotta da seguire. Si è inoltre ricordato che il 12 marzo, sempre a Giugliano, si riunirà l’Associazione delle donne, per l’elezione di una rappresentate del gruppo che fungerà da portavoce di quelle che sono le esigenze femminili. Attraverso anche accesi interventi da parte degli ascoltatori lì presenti, si è poi discusso riguardo la festa delle donne che ha perso l’autentico valore di giorno memorativo per le 29 operaie che l’8 marzo 1908 morirono nell’incendio di quella fabbrica di New York City occupata in segno di protesta, divenendo così una festa totalmente consumistica, che potrebbe invece essere sfruttata, assieme allo svago ed al divertimento, come luogo per discutere circa i problemi inerenti la sfera sociale femminile. Filo conduttore di tutta l’assemblea è stata la considerazione di quanto la donna sia trattata diversamente ed ingiustificatamente rispetto all’uomo. Se ne parla con lo stesso tono con cui si discute degli immigrati o dei drogati e la si tratta come un qualcosa di fastidioso ed inutile ai fini della società. Le donne, anche tenendo giustamente in conto le loro diversità fisiche e quindi emotive, comportamentali, ecc., dovrebbero essere trattate con parità rispetto agli uomini, essere valutate per ciò che realmente valgono e queste, a loro volta, per coloro non l’abbiano ancora fatto, dovrebbero capire di non essere colpevoli della loro condizione di emarginazione, ma vittime di un mondo infantile e troppo spesso insensibile, restando tuttavia umili, non cercando di prevaricare sull’altro sesso. E ciò perché il mondo non è composto solo dagli uomini o dalle donne, perché come non vi è la notte senza il giorno così non esiste l’uomo senza la donna e viceversa, senza l’uno l’altro non potrebbe vivere ed è bene quindi che ci impegniamo affinché non ci siano sciocche discriminazioni e perché possiamo godere della complementarità di noi tutti.

Angela Patrì