«Voleva diventare un calciatore professionista, aveva un talento innato». Trova a stento le parole Paolo Palermo, procuratore di calcio del giocatore Nello Cutolo, nel ricordare Antonio Gravina, il 16enne del Rione Traiano che ha perso la vita sabato notte in un incidente stradale. Una vita spezzata quella di Antonio, cugino di primo grado del giocatore di serie B della Virtus Entella, e anche lui una promessa del calcio.
Al momento non sono ancora chiare le dinamiche del tragico episodio che ha coinvolto altri tre minorenni. Erano circa le due del mattino quando il giovane che viaggiava a bordo di uno scooter è rimasto vittima di un scontro frontale in via Marco Aurelio. Le condizioni fisiche del 16enne sono apparse da subito gravi ai medici dell’ospedale San Paolo che lo hanno trasferito d’urgenza al San Giovanni Bosco dove però non ha superato la notte. Due cugini, cresciuti a “pane e calcio”, quasi 17 anni di differenza a di vederli ma non certo l’amore per quello sport che tra passione e mille sacrifici diventa una professione solo per i più talentuosi. “Per Antonio suo cugino Nello era un idolo”. Lo conosceva bene Paolo Palermo, agente di Cutolo da 19 anni. Parole commosse, di chi lo ha visto crescere e coltivare negli anni la passione per il calcio: «Un ragazzo straordinario, simpatico,un centrocampista dal grande talento tecnico – racconta – Già quando aveva sei o sette anni giocava a calcio come tutti i ragazzini nel rione, poi andando avanti cominciammo a vedere che aveva un bel tocco di palla». Un percorso, quello di Antonio, che lo ho visto prima frequentare la scuola calcio Puteolana 1909 a Pozzuoli: «Mi dicevano tutti: sai c’è Antonio che promette bene. Quando compii 12 anni lo portai alla Puteolana 1909 da Gennaro Fiore e lì cominciò a fare sul serio». Poi è arrivata l’esperienza nel Livorno, dove giocava nel settore giovanile: «Alla Puteolana calcio 1909 è stato due anni – continua Palermo – Compiuti i 14 anni lo proposi al settore giovanile del Livorno Calcio, dove allora giocava suo cugino, nella prima squadra».
Fisico “piccolino” e talento da centrocampista, Paolo Palermo descrive Antonio Gravina come un calciatore dalle grandi doti tecniche: «Era un ragionatore del centrocampo, le cose difficili le faceva diventare semplici con un tocco o con due tocchi. Il tipico “regista” del campo e un grande spirito di squadra. La sua caratteristica – continua – era il “tocco” che faceva girare tutta la squadra». Da circa un anno per il 16enne era arrivata l’esperienza nell’Entella, nella formazione Under 17: «Quando si trasferì all’Entella a Chiavari – racconta Palermo – aveva un po’ di nostalgia della famiglia. Noi lo chiamavamo, lo esortavamo a resistere per la sua carriera. Ma fu solo inizialmente perchè comunque lui era determinato, spinto dalla grande passione per il calcio, nonostante la lontananza da casa». L’esperienza nella squadra ligure rappresentava per Antonio la vera crescita per intraprendere una carriera da professionista: «Nell’Entella stava promettendo bene – conclude Palermo – Lo guardava-mo con occhi diversi, come si guarda un giovane che ha futuro in questo mestiere. Aveva tutte le qualità per diventare un calciatore professionista. È una grande perdita».La società sportiva ha voluto lasciare un messaggio alla fa-miglia del giovane. «La Virtus Entella ricorda con profondo dolore Antonio Gravina, per alcuni mesi nel nostro settore giovanile, nella formazione Under 17, la cui vita è stata spezzata da un tragico incidente stradale due sere fa nella sua Napoli. Alla famiglia e al cugino Nello Cutolo l’abbraccio commosso di tutta la società».Il profilo Facebook di Antonio, intanto, è inondato dai messaggi degli amici, sconvolti dalla sua scomparsa. In molti casi il suo nome viene accostato a quello di Davide Bifolco, il ragazzo ucciso nel quartiere da un proiettile partito dalla pistola di un carabiniere durante dei controlli di pubblica sicurezza.
FONTE: IL ROMA

