INTERNAPOLI. A noi appassionati di motori di Internapoli piace cambiare genere. E spesso. Dopo una minuscola citycar passiamo ad una supercar esagerata in tutto. Questo a partire dalla velocità massima raggiunta (e di poco superata) da questo gioiello: ben 400 Km/h. Questo, ovviamente, è stato possibile solo in Germania, sul circuito di prova della Volkswagen di Ehra-Lessien. La Bugatti Veyron è dotata di un telaio in fibra di carbonio 100%, ma questa non è la caratteristica che la rende esclusiva. La più stupefacente è il propulsore. Si tratta di un sedici cilindri disposti su quattro bancate a formare una v doppia (W16). La cilindrata non è da meno, con otto litri di capienza e 64 valvole. Il tutto “aiutato” da quattro turbocompressori che permettono di raggiungere ben 1001 cavalli di potenza e la stratosferica coppia di 1.250 Nm a 6.000 giri! La soluzione del sedici cilindri era stata già adottata da Ettore Bugatti nel 1928 prendendo spunto dal propulsore di un velivolo. Ma come ormai è ben noto la potenza serve a ben poco senza un buon impianto di cornice all’avanguardia. La circolazione dell’olio, ad esempio, avviene sfruttando un particolare carter piatto a secco con pompa di recupero a quattro fasi, soluzione questa adottata fino ad ora solo in Formula 1. Ed ancora una variazione elettroidraulica degli alberi a camme per consentire una risposta istantanea all’acceleratore in qualsiasi circostanza. Sul fronte del cambio poi è stata estremizzata il sistema DSG con doppia frizione, i passaggi da un rapporto all’altro (in tutto sette) avvengono in 0,2 secondi e possono essere gestiti con le immancabili leve dietro il volante, oppure agendo in modo sequenziale sulla leva del cambio. Le prestazioni sono da cardiopatia. La Veyron raggiunge i 100 Km/h con partenza da fermo in soli 2.5 secondi, i 200 in 7.3 secondi ed i 300 orari in 16.7 secondi. Di altissimo livello anche l’impianto frenante con dischi in ceramica e carbonio. E per delle prestazioni così non potevano mancare dei consumi altrettanto spaventosi, ben 40 litri per percorre 100 Km. Ma questo sicuramente non sarà un problema per i 300 fortunati che hanno aspettato 5 anni e che hanno già sborsato un milione di euro. Lo sviluppo di questo gioiello è stato molto travagliato poiché con questo corredo meccanico, risulta difficile trovare materiali di robustezza adeguata. In particolare è stato l’eccessivo surriscaldamento dell’abitacolo a creare non pochi problemi. Tra i vari adattamenti, per arginare il problema, la vettura è stata posta ad una particolare dieta che ha portato il peso della Veyron a 1880 Kg (si pensi che la Ferrari Enzo pesa 1300 Kg). Il frontale rappresenta una rivisitazione in chiave moderna del caratteristico radiatore a ferro di cavallo tipico di Bugatti. Essenziale, per quanto possibile, il posteriore, con un alettone che si alza alle alte velocità. Enormi i quattro spoiler sul di dietro. Rimanda al passato anche la plancia, ma con un bagaglio di tecnologia davvero impressionante. Insomma ci pare proprio che questa Bugatti con il suo W16 quadriturbo, un posto nella storia dell’automobile se lo sia proprio guadagnato.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

