HomeVarieDAL CAMPO ALLA TAVOLA: LA FRUTTA SVENDUTA DIVENTA ORO

DAL CAMPO ALLA TAVOLA: LA FRUTTA SVENDUTA DIVENTA ORO

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GIUGLIANO. La denuncia della Coldiretti parla chiaro: c’è stato un crollo fortissimo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli. Nel periodo luglio 2004/luglio 2005 le variazioni percentuali – rilevate in alcuni dei principali mercati come quelli di Giugliano, di Sant’Anastasia, di Pozzuoli e di Napoli – sono state vistosissime. Ma – denuncia la Coldiretti – nonostante nei campi i prezzi pagati agli imprenditori agricoli siano più bassi di dieci anni fa per quasi tutti i prodotti, la riduzione non si è trasferita adeguatamente nella vendita al dettaglio dove i cittadini non hanno beneficiato di alcuno sconto. Con un conseguente effetto negativo sul lato del contenimento dei consumi. Si tratta – spiega ancora la confederazione – di una situazione favorita dalla mancanza di trasparenza nel passaggio degli alimenti dai campi alle tavole nella formazione dei prezzi, nelle caratteristiche qualitative dei prodotti e nella correttezza dell’informazione sull’origine in etichetta. L’obiettivo individuato dalla Coldiretti e’ un riequilibrio nei
rapporti tra imprese agricole, industria, distribuzione e
consumatori con accordi e controlli per la verifica dei margini,
per remunerare gli agricoltori con prezzi adeguati ed evitare
che, come e’ purtroppo avvenuto quest’anno, si verifichino
riduzioni insostenibili con valori inferiori ai costi di
produzione che stanno mettendo a rischio il futuro di molte
coltivazioni.
Si tratta del risultato della moltiplicazione dei prezzi dal
campo alla tavola reso evidente dal fatto che, secondo una
indagine della Coldiretti, per ogni euro speso per l’acquisto di
prodotti alimentari, all’agricoltore vanno in media solo 7
centesimi per il grano contenuto nella pasta o nel pane, 9 per
il pomodoro nella passata, 25 per il latte e 33 se si tratta di
frutta o verdura. Fermo restando le differenze nei vari settori
questo significa che mediamente i prezzi dal campo alla tavola
aumentano di cinque volte e, complessivamente, dei 453 euro al
mese che ogni famiglia ha destinato agli acquisti di alimenti e
bevande nel 2004 oltre la meta’, per un valore di 231 euro
(51%), sono andati al commercio e ai servizi, 136 (30%) all’
industria alimentare e solo 86 (19%) alle imprese agricole. Nei
primi sette mesi del 2005, rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno, secondo l’Ismea, i cali di prezzo piu’ accentuati
alla produzione agricola si sono verificati per i vini (-23%),
la frutta (-22%), cereali (-11%) per la produzione di pane e
pasta, maiali (-10%), ortaggi (-8%), le coltivazioni destinate
alla trasformazione industriale (-7%) e latte e derivati (-2%).

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