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Figlio del ras ‘Sputazzella’ beccato con pistola in auto, ecco la decisione del giudice

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Ha ammesso la detenzione della pistola, me non ne ha indicato le motivazioni e la provenienza. Per Beniamino Cipolletta, il 20enne pregiudicato arrestato martedì scorso dai carabinieri, il giudice per le indagini preliminari Daniela Critelli ha convalidato il fermo e confermato la custodia cautelare in carcere. L’udienza si è svolta ieri al tribunale di Nola. Illegale dell’indagato aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip ha ritenuto di dover applicare una misura più gravosa. Cipolletta è quindi stato costretto a tornare in una delle celle del carcere di Poggioreale, dove era finito nei giorni scorsi per un’arma da fuoco cari-ca ritrovata nella sua abitazione al-l’interno del rione 219, una semiautomatica 9×21 inviata al Racis di Roma per accertare se sia stata usata in qualche sparatoria. Beniamino Cipolletta si è fatto tatuare sulla fronte la parola «omertà», insieme a un cognome – il suo – che non è nuovo nell’ambiente criminale locale. Il 20enne, infatti, è il figlio di Salvatore Cipolletta, detto “Sasà Sputazzella”, un personaggio che fino alla detenzione era ritenuto a capo dello spaccio di droga nel rione: è in prigione per droga dal 13 febbraio scorso, quando i carabinieri eseguirono un’ordinanza di carcerazione emessa dalla Corte d’Appello di Napoli. A pochi mesi dall’incarcerazione del padre, anche la madre, Teresa Ricciardi, fu arrestata: a maggio scorso fu trovata in un appartamento del rione con la 26enne Nicoletta Turboli, e la 44enne di Castello di Cisterna Antonietta Ischero, avevano quasi 150 grammi di stupefacenti. Per quei fatti è stata recentemente condannata a 4 anni di reclusione, pena che sta scontando ai domiciliari, scrive il Roma.

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