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I killer tornano a colpire: ucciso ristoratore

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Parete: la vittima era il titolare di «The Angela’s sons», locale scelto da Bidognetti junior per il battesimo del figlio




di NICOLA ROSSELLI


Quattro colpi di pistola in rapida successione. Tutti a segno. Attilio Mottola, 46 anni, di Parete, è stato ucciso poco dopo le 13 di ieri, da un commando composto da almeno due persone, che quasi certamente viaggiavano in sella a una moto. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, la vittima viaggiava a bordo del suo furgone Citroen con la pubblicità della sua azienda di ristorazione riprodotta sulle fiancate e per questo facilmente riconoscibile. Era appena andato via dalla sua abitazione, dove aveva lasciato la moglie, due figlie e un bimbo di pochi mesi, per andare a prendere la primogenita all’università. I killer, che quasi certamente viaggiavano in sella a una moto, molto probabilmente l’attendevano qualche centinaio di metri più avanti. All’agguato non avrebbe assistito nessuno: d’altronde la strada è praticamente inutilizzata da quando c’è quella a scorrimento veloce. La moto ha affiancato il furgoncino, prima che venissero esplosi i colpi di pistola, calibro 9X21. La vittima, forse morta sul colpo, ha perso il controllo del furgone, che ha poi finito la sua corsa contro un muro di cinta di un vivaio. Gli investigatori non hanno dubbi sulla matrice camorristica. Mottola, che aveva solo un precedente per un abuso edilizio commesso per la realizzazione del suo ristorante «The Angela’s sons” (i «Figli di Angela») sulla strada provinciale Parete-Ischitella, dove si trova anche la sua abitazione, era sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine. Il ristorante era chiuso da quasi due anni sia per problemi di abusivismo edilizio, sia per la mancanza di alcune certificazioni sanitarie. Tutto questo, però, non gli aveva impedito, poco tempo fa, di aprirlo appositamente per consentire a Raffaele Bidognetti (che aveva il domicilio coatto a Parete), detto «Bidognetti junior», figlio di «Cicciotto ’e mezzanotte», di festeggiare il battesimo di suo figlio. Un episodio sul quale stanno indagando i carabinieri del gruppo di Aversa per capire se il favore fosse stato fatto per paura, per convenienza o perché Mottola fosse un affiliato. Il ristorante, grazie alla sua posizione, era uno dei pochi a Parete e, a detta degli investigatori, facilmente controllabile da eventuali assalti. Per il movente, sia i carabinieri, sia gli agenti del commissariato di Aversa non trascurano nessuna pista (le indagini al momento sono coordinate dalla magistratura sammaritana ordinaria e non dalla Dda). Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è che Mottola potrebbe essere stato accusato di una soffiata alle forze dell’ordine o a un clan rivale. Da verificare anche se ci sono legami con uno degli ultimi delitti avvenuti in zona. A un paio di chilometri dal luogo dove ieri è stato ammazzato Mottola, lo scorso giugno sotto i colpi dei killer cadde Francesco Pezzella, noto come «o tabaccaro», pluripregiudicato, capozona dei casalesi a Lusciano, ritenuto affiliato al clan Bidognetti, ucciso nel suo negozio di abbigliamento.



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Il sindaco: la tecnologia contro i clan


di LORENZO IULIANO
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Parete.
La tecnologia contro lo strapotere del clan. Le hanno pensate come deterrente per la microcriminalità ma la speranza è che le telecamere aiutino anche ad arginare il ritorno della violenza di camorra. «Parete avrà presto il suo sistema di videosorveglianza, con telecamere sistemate nei punti nevralgici della città», annuncia il sindaco dell’Unione Pietro Volpe, che tenta di reagire di fronte al nuovo omicidio di ieri: «Sembra che la nostra comunità ripiombi periodicamente nell’orrore, come in un ciclo di sangue che va spezzato da tutti, ognuno per le proprie competenze. Ecco perché noi abbiamo ascoltato le indicazioni arrivate dal prefetto di Caserta, Carlo Schilardi, che ha esortato i Comuni a dotarsi di sistemi di difesa passiva ma anche le altre istituzioni ora devono mettere in campo ora tutti gli sforzi per la legalità». Si chiama «Parete città sicura» il programma di interventi che sarà messo in campo. Il Comune, infatti, attraverso un pool di giovani esperti che hanno curato l’iniziativa, ha ottenuto un finanziamento di circa centomila euro per la realizzazione del progetto integrato di sicurezza urbana, sulla scorta di un’apposita legge regionale (la numero 12 del 13 giugno 2003). La mappa degli occhi elettronici è già delineata: le telecamere, collegate con le centrali operative delle forze dell’ordine, saranno installate nel cuore della città, che comprende piazza Berlinguer e la sala polifunzionale, ma anche in piazza Trinità (dove c’è l’ufficio postale) e nella villa comunale. Sarà poi potenziata l’illuminazione pubblica nelle piazze e nei pressi del campo sportivo, costruito in una zona buia e periferica. Oltre alla videosorveglianza, sono previsti un piano di informazione e comunicazione sulla legalità e un coordinamento integrato sulla sicurezza, unitamente all’azione di controllo e di recupero della vivibilità degli spazi pubblici. Attenzione anche alle vittime della criminalità: chi ha subito estorsioni o ha conosciuto la violenza di una rapina e ha paura di denunciare potrà chiamare un numero verde, per segnalare gli episodi a operatori formati ad hoc e far partire così l’azione investigativa. «Sarà un piano globale di tutela rivolto alle fasce deboli», ribadisce Volpe. I tempi di attuazione si annunciano relativamente brevi: «Entro la fine del prossimo gennaio avremo le telecamere, ora più che mai spingeremo sull’acceleratore», promette il primo cittadino.




IL MATTINO ED CSERTA 19 OTTOBRE 2005

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