QUALIANO. La prima impressione è quella di trovarsi di fronte ad una persona perbene. E di questi tempi già è tanto per un politico. Lui, “ ’o ‘ingegnier”, è uno dei papabili candidati a sindaco nelle amministrative del prossimo anno. Luigi Mancino, di professione appunto ingegnere, è il capogruppo della Margherita in consiglio comunale. E’ stato lui l’estate scorsa , insieme ad altri esponenti DS, ad attaccare i dazibao fuori la casa comunale sui quali la opposizione manifestava il proprio dissenso nei confronti dell’amministrazione di centrodestra e ne chiedeva quindi l’azzeramento. C’è ancora tanta curiosità intorno alla sua figura. Sarà lui il candidato unico del centro sinistra? Per adesso Mancino non si sbilancia. Alla domanda se sarà lui il nuovo “cundctor” non risponde, ma ha un aria molto soddisfatta. Sembra un gatto che ha appena finito di ingoiare un topo. Fra i tanti veterani stanchi e le troppe reclute inesperte potrebbe essere proprio lui la vera novità politica del 2006. Lo accompagna in questo viaggio on line Stefano Panico, uno dei coordinatori locali del partito di Rutelli e storico esponente della sinistra locale. Anche in questa intervista, seppur fatta a Mancino, Stefano dimostra una autentica passione civile e politica, riscontrabile in pochi altri personaggi politici dello scenario locale. La prima domanda la facciamo a bruciapelo, in modo quasi brutale .
Mancino, sarà lei in candidato del centrosinistra nelle prossime amministrative?
Per ora sono solo il candidato designato delle Margherita. Se poi l’intera coalizione dovesse designarmi come unico candidato a sindaco accetterò volentieri tale carica. Per adesso con gli altri partiti della coalizione ci siamo trovati sui alcuni punti programmatici e sulla volontà di dare un destino politico diverso a Qualiano. Ci sono stati e ci saranno vari incontri tra le diverse forze politiche del centrosinistra. Essi serviranno ad un duplice scopo: dovranno indicare un programma serio e fattibile e designare un candidato sindaco in grado di rafforzare la coalizione. Del resto abbiamo già redatto documenti ufficiali che esprimono volontà in questo senso.
Le primaria fatte a livello nazionale sono state un successo. Pensate di realizzarle anche a livello locale?
La gente ha voglia di cambiare. E il segnale dato alle primarie è un indicatore molto significativo. Qualiano risulta, in percentuale, il paese che ha votato di più. Abbiamo portato alle urne il 30% del nostro elettorato, cosa che non è riuscita nemmeno ai comuni che hanno amministrazioni di centro sinistra. Pensiamo a Villaricca o Mugnano. Comunque restano un valido strumento per sciogliere i nodi legati alla leadership.
Liste civiche, associazioni culturali, movimenti di volontariato. A Qualiano i partiti non vanno più di moda. Succederà lo stesso nel centrosinistra?
Le liste civiche imperano nel centrodestra perché i partiti della CDL non hanno più nulla di dire. Il loro è un bilancio fallimentare da tutti i punti di vista. Molti consiglieri della maggioranza ora pensano solo a riciclarsi e a scaricare responsabilità. Ma questa volta per loro andrà male. Le responsabilità politiche di questo disastro amministrativo hanno nome e cognome. Ogni elettore sa bene chi ha portato il comune di Qualiano sull’orlo del baratro. Nel centrosinistra invece è diverso: c’è la consapevolezza e la maturità che l’Unione dovrà concorrere con un solo candidato. Se ci saranno liste civiche nel centrosinistra, sarà solo perché ci saranno proposte programmatiche diverse. Nessuno da questo lato ha bisogno di riciclarsi. Ma il lavoro fatto in questi mesi e quello da fare in prospettiva dovranno scongiurare decisioni che vadano in questa direzione. La nostra proposta avrà più forza e credibilità se sarà unitaria. Una sicurezza agli elettori però la possiamo dare: nelle nostre liste non ci saranno personaggi che hanno gestito la cosa pubblica negli ultimi 5 anni.
La città di Qualiano è matura per un governo di centrosinistra?
Certamente. La speranza dei cittadini qualianesi è una sola: non avere più questa gente al comune. Ci sono tutte le premesse affinché si realizzi tale aspirazione. Ma il lavoro da fare resta ancora tanto.
Nel caso in cui il centro sinistra vincesse le prossime amministrative, come pensa di risollevare le sorti di Qualiano, considerato il dissesto finanziario delle casse comunali e i nuovi tagli che si aggiungono ai precedenti da parte dello stato centrale agli enti locali?
Questo è il problema fondamentale. Con una sana amministrazione abbiamo stimato che ci vogliono almeno tre anni per risanare il bilancio. Solo dopo questa fase possiamo dedicarci a realizzare concretamente il nostro programma. La prima cosa da fare è ridimensionare quel baraccone ingestibile chiamato Multiservizi S.p.A., il quale costa ai contribuenti qualianesi circa 150.000 euro al mese (300 milioni del vecchio conio). Il servizio può essere assorbito completamente dall’ente Comune. Già solo realizzando questo abbiamo stimato che la Multiservizi arriverà a pesare sulle tasche dei qualianesi circa il 30% in meno. Il comune può tranquillamente gestire il servizio, salvaguardando i livelli occupazionali attuali,in modo ottimale e comunque meglio di adesso. C’è un massa enorme di danaro che viene dirottato e sperperato da questa società e non serve a niente: spese per consulenze, spese per il consiglio di amministrazione etc.. Sono soli costi inutili che si possono tranquillamente eliminare. Oggi il centro destra è in crisi perché i soldi sono finiti e senza di essi non è possibile realizzare e gestire alcunché. Non hanno avuto nessuna moralità nella gestione della cosa pubblica. E poi si lamentano che arrivi il commissario prefettizio. La proroga chiesta dal pool di investigatori è di due mesi. Generalmente se chiedono una proroga nelle indagini il comune viene sciolto. Il mio comunque è solo un dato statistico.
Ma conviene andare a fare il sindaco con tutti questi problemi?
Siamo obbligati a farlo. Il nostro è un dovere non solo politico, ma anche morale. Lo facciamo soprattutto per le prossime generazioni. Oggi cerchiamo solo di non pregiudicare il loro futuro definitivamente. La farsa amministrativa si sta trasformando già in tragedia. Le società e le persone che vantano crediti hanno addirittura pignorato il conto corrente del comune e dei vigili urbani. Persino i soldi versati a scopo umanitario per la piccola Mariangela non si possono toccare. Ci sono state delle donazioni a favore della bambina da parte dei comuni limitrofi, e poiché i conti sono stati pignorati, essi non si possono prelevare per destinarli alla propria finalità. Anche gli stipendi dei dipendenti comunali sono a rischio. Il nuovo assessore Vincenzo Palma ha trovato una situazione preoccupante ed allarmante. Mi risulta che abbia già presentato le dimissioni. Come si fa a lavorare seriamente in queste condizioni?
Si dice che quando la maggioranza non funziona è colpa anche della opposizione…
Si tratta più di un luogo comune La maggioranza è composta da 16 consiglieri su 20. Li abbiamo messi in difficoltà parecchie volte. Però, con questi numeri, quando si tratta di votare non c’è opposizione che tenga. STU, Multiservizi, debiti fuori bilancio. Siamo stati sempre combattivi. Molte volte l’amministrazione di centrodestra non ci ha forniti nemmeno le “carte” per leggere gli atti amministrativi, e questo è vergognoso. Tra l’altro questo è il sistema preferito dalla maggioranza per impedirci di operare correttamente. Oltre a rivolgerci agli organi superiori di controllo come il Tar o la Corte di Conti, noi non possiamo più fare nulla. Il centrodestra in consiglio comunale viene solo a votare quando gli serve la delibera. Si arriva al voto in Consiglio senza relazioni di assessori al ramo, capogruppo di maggioranza, etc, insomma arrivano i pacchetti già confezionati. Bisogna alzare solo la mano. Si dibatte solo quando l’opposizione parla. Quasi tutti i consiglieri della maggioranza arrivano e deliberano senza aver letto nemmeno ciò che vanno a votare ed approvare. Basti pensare solo alle comiche delibere che avrebbero dato il via alla costruzione di una torre di 40 metri in via Camaldoli o alla approvazione del piano commercio di Avellino.
In molti la accusano di essere poco combattivo in consiglio comunale. Lei fa poco per mettere in difficoltà la maggioranza…
Forse sarà il metodo di lavoro interno all’opposizione che induce a pensare a questo. Per le mie competenze e le mie conoscenze mi toccano quasi sempre questioni tecniche, mentre ad altri esponenti vanno le problematiche cha hanno un aspetto più giuridico o quantomeno più strettamente amministrativo. E vi assicuro che quelle tecniche sono le questioni meno dibattute in consiglio comunale. Comunque una opposizione credibile è fatta sui fatti concreti e non in base alla quantità delle parole dette.
Come immagina il futuro di Qualiano fra 10/15 anni?
La premessa per immaginare un qualsiasi futuro è avere a disposizione un valido strumento per cercare di costruirlo. La prima cosa da fare è dotare il paese di un PRG nuovo, nel quale ci siano le linee guida per disegnare un nuovo paese. Quello che da oltre 20 anni è in gestazione e ci vogliono ancora propinare prima della scadenza elettorale è già vecchio e non tiene conto delle mutate esigenze dei cittadini, degli imprenditori e dei commercianti.. Occorre prospettare un paese con nuovi servizi e nuove direttrici di sviluppo economiche.
Un piano di sviluppo non solo urbanistico, dunque?
Il PRG non significa solo costruzione di nuove case. Esso deve indicare le zone di sviluppo e la qualità che esso deve avere. Ma non solo. Occorre creare servizi ed infrastrutture. Pensiamo alla circumvallazione esterna, ad esempio. E’ stata completamente abbandonata. Abbiamo la zona ASI sulla quale si potrebbero immaginare tipologie diverse di infrastrutture ed insediamenti. Non dimentichiamo che questa zona è compresa fra una ferrovia ed una strada a scorrimento veloce. Apriamo un tavolo di confronto con i comuni vicini, le forze sociali e sindacali, gli imprenditori e gli investitori e vediamo quali sono le coordinate su cui muoversi. Oggi invece abbiamo un comune, quello di Qualiano, che non è in grado di elaborare nemmeno il più elementare dei progetti, figurarsi se poi questi riguardano “progetti integrati”. E’ cronaca di questi giorni che nel piano denominato PIT (Piano Integrato Territoriale) il nostro comune risulta essere l’unico che non ha presentato nemmeno uno straccio di documento per accedere a finanziamenti regionali e comunitari. Dirò di più. Siamo l’unico comune a nord di Napoli che ha perduto il finanziamento che permetteva la installazione di telecamere a circuito chiuso destinate alla videosorveglianza. Un progetto importante per la sicurezza dei cittadini, anch’esso sfumato per colpa di una amministrazione inadempiente e pressappochista. Siamo messi molto male.
Una considerazione. Se il centrosinistra dovesse amministrare l’integrazione di alcuni servizi con i comuni limitrofi risulterebbe più facile?
Credo di si. Pensiamo alla spazzatura: oggi non se ne occupa solo il Comune di Qualiano. Ed avendo interlocutori dello stesso colore politica le cose potrebbero essere più facili, sia in funzione della gestione del servizio che consentirebbe un abbattimento dei costi sia in funzione della sua qualità. Ma c’ di più. Pensiamo ai trasporti e faccio subito un esempio: abbiamo perso il binario del tram leggero sempre per colpa di questa amministrazione. Quando c’è stato il bando nel 2002, il comune di Qualiano non si è presentato neppure, mentre l’anno successivo e cioè il 2003, quando si è aperto un tavolo con la Regione, se ne addirittura infischiato. Facemmo noi, come opposizione di centrosinistra, la richiesta di convocare un consiglio comunale ad hoc per portare avanti il progetto del tram leggero sul territorio qualianese che aveva il compito di collegare i comuni di Qualiano e Villaricca con le stazioni della nuova metropolitana che oggi arrivano sulla circumvallazione esterna altezza Mugnano. Tre mesi dopo avere creato questa buona premessa il nostro comune ha di fatto costruito abusivamente una strada sull’ex alveo dei Camaldoli, senza tener conto del vincolo idrogeologico e senza neppure uno studio di fattibilità. A tutt’oggi la strada non ha avuto nessun tipo di collaudo. Potrebbe sprofondare da un momento all’altro. E’ una strada pericolosissima. Pensiamo solo alle decine di camion che ogni giorno transitano nelle due direttrici di marcia. I nostri timori già sono risultati fondati nel caso della strada che collega la circumvallazione esterna con via Riparia: è sprofondata da un anno. Anche questa è una strada senza a collaudo.
Concluda…
Posso solo dire una cosa. Siamo pronti ad amministrare e risollevare questo paese. La gente lo chiede al centrosinistra ed a tutte le persone perbene.
hanno collaborato:
LUCIANO DE LEONARDIS
ANIELLO DI NARDO


