HomeVarieTasse, ecco i comuni dove si paga di meno

Tasse, ecco i comuni dove si paga di meno

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NAPOLI. La Regione aumenta l’Irpef? E il contribuente si sposta in un Comune che ne fa pagare meno. Anzi, se può cambia addirittura regione. Non ci sono ancora dati che evidenzino migrazioni dovute al federalismo fiscale, tuttavia il passaggio di residenza è una piccola arma per ridurre la pressione sui redditi personali. Con effetti che cominciano a diventare consistenti: per una famiglia con due redditi da 25.000 euro, spostarsi da Napoli a Pollena Trocchia significa risparmiare 250 euro di tasse ogni anno. E uscire dalla Campania, scegliendo un Comune senza addizionale, raddoppia lo sconto: 500 euro. Oggi, infatti, la gran parte dei Comuni a partire da Napoli ha una addizionale Irpef di mezzo punto percentuale. A tale balzello, dal 2006 in Campania si somma una addizionale regionale di 1,4 punti, pari agli 0,9 punti base, obbligatori in tutte le regioni, più gli 0,5 punti appena introdotti dalla Regione con la legge di bilancio. In tutto sono 1,9 punti percentuali. Una somma che appare marginale ma che spesso, soprattutto per i redditi più bassi, porta un notevolissimo aggravio d’imposte. La ragione sta nel fatto che le addizionali locali si applicano sull’intero reddito, senza no tax area, e non sono dovute soltanto nel caso in cui l’imposta nazionale sia zero. Per capirsi: un lavoratore dipendente con 7.500 euro di reddito ha una no tax area pari appunto a 7.500 euro, per cui non deve nulla al fisco. E in tale caso non paga neppure un euro di imposte locali. Ma se il suo reddito è di 8.000 euro, dovrebbe pagare le tasse solo sui 500 euro in più (in realtà la no tax area si riduce a 7.356 euro, ma il ragionamento è lo stesso) vale a dire con l’aliquota al 23% dovreppe pagare 115 euro di imposta nazionale. Solo che scatta l’1,9% di addizionali locali su tutti gli 8.000 euro, con altri 152 euro di imposte. Risultato: per i redditi bassi le addizionali locali pesano più delle imposte generali. Ma anche per un reddito medio, di 25.000 euro, il peso delle tasse locali non è trascurabile. L’imposta nazionale per un lavoratore dipendente è di 5.186 euro, cui si sommano 475 euro di imposte locali a Napoli, con un aggravio del 9,2%. In pratica le imposte locali assorbono 40 euro al mese su 25.000 euro lordi. Ma se da Napoli ci si sposta ad Acerra, Ercolano, Marano, Pollena Trocchia, Portici, San Giuseppe Vesuviano, Villaricca o uno degli altri dieci Comuni della provincia senza addizionale Irpef. i 475 euro annui diventano 350. E se si esce dalla Campania e si va in località come Sperlonga nel Lazio o Roccaraso in Abruzzo, i 475 euro diventano 225. Meno della metà. Qual è la mappa dei piccoli paradisi fiscali? In provincia di Napoli sono i 17 centri indicati nella cartina. A volte il risparmio è sotto casa: per esempio nell’isola d’Ischia è sufficiente spostarsi dai Comuni di Ischia, Serrara Fontana e Forio verso Barano, Casamicciola o Lacco Ameno. Per raddoppiare il risparmio occorre però uscire dalla regione, visto che tutte quelle confinanti non hanno l’addizionale Irpef (oltre allo 0,9% che si paga ovunque) con la Puglia che l’aveva portata all’1,4% per poi gradualmente sopprimerla. Va evitata invece la Calabria, che ha lo stesso livello d’imposte della Campania. Nel basso Lazio il centro più conveniente è Sperlonga. In Abruzzo si può scegliere Rivisondoli o Roccaraso. In Basilicata Genzano. In Molise Rocchetta a Volturno. In Puglia San Giovanni Rotondo. Cambiare residenza, peraltro, riduce di un buon 30% anche il costo delle polizze Rc auto.


MARCO ESPOSITO – IL MATTINO 2 NOVEMBRE 2005

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