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QUALIANO, CENTROSINISTRA
IN ALTO MARE
Tra sgambetti e passi falsi i partiti della coalizione non riscono a decidere

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QUALIANO. Cosa succede nell’Unione? Già da qualche mese chi si occupa di politica in questa città, ha l’impressione, se volge lo sguardo a sinistra, di assistere più ad un concerto di una free jazz band, dove ognuno suona il suo strumento preferito a discapito di quello suonato dal suo vicino, che ad una coalizione che armonicamente cerca soluzioni credibili e vincenti. Le sonorità comuni, se proprio vogliamo rimanere nel tema musicale, si sono ormai perdute tra malesseri, malumori e mugugni vari. Ma andiamo per ordine. “Mandare a casa l’amministrazione di centro destra” era, fino a poco tempo fa, l’imperativo categorico della opposizione prima e di tutto il centro sinistra poi. Fin qui tutto legittimo e normale. Quando poi qualcuno all’interno della coalizione ha avuto la brillante idea di mettere nero su bianco qualche nome, per iniziare solo a dare qualche certezza e sfatare qualche tabù, sono cominciati i primi dubbi e le prime incertezze. “Il problema è che abbiamo iniziato la discussione dalla testa” riferisce qualche progressista deluso che prosegue :”La infelice scelta di cominciare da chi dovrebbe essere il candidato sindaco della intera coalizione sta mettendo in seria difficoltà il centro sinistra”. E i fatti di questi giorni confermano questa tesi. Mentre Luigi Mancino e la componente della Margherita a cui l’ingegnere fa capo, tenta di stringere e forzare a più riprese il tavolo politico-operativo per convenire sul suo nome in qualità di lidèr maximo, tanto più il resto del centrosinistra trova motivazioni di metodo e forma per sottrarsi alla discussione. Così mentre l’unico papabile ufficiale cerca di avere la strada spianata come candidato unico, sia l’Udeur che i DS la trasformano invece (la strada) in una vera e propria corsa ad ostacoli. Ad iniziare è stato proprio il partito di Mastella che alla proposta della Margherita di candidare Mancino, ha prontamente calato sul tavolo addirittura un poker di sindaci. E difatti le cronache politiche già registrano una ormai già celebre frase del segretario cittadino, Tonino Castaldo, il quale, in una recente riunione ha affermato: “Se voi ne avete uno solo di candidato, noi ne abbiamo addirittura quattro” ha detto ondeggiando contemporaneamente il dito indice, medio, anulare e mignolo della mano e rispondendo così alle oscene proposte dei DL. “I nomi, vogliamo i nomi” gridavano i componenti del partito di Rutelli. “E mica siamo scemi a dirveli adesso” ribatteva perfidamente il Castaldo molto sicuro di sé. Stupefatti e sbalorditi i rappresentanti della Margherita sono ritornati alla base a mani vuote. Contemporaneamente un’altra tegola si abbatteva sul centro sinistra. Salvatore Napolano, ex consigliere del PCI e del PDS, insieme ad una larga fetta di esponenti DS ha chiamato a raccolta i suoi adepti, gli amici, i simpatizzanti e gli attivisti del centro sinistra “per lanciare le primarie e perché l’Unione è in notevole ritardo nel proporre con forza l’unica vera novità sulla scena politica qualianese: l’unità politica e strategica dei partiti de L’Unione e le primarie per la scelta del candidato a Sindaco” e cioè, tradotto dal politichese puro, l’ex consigliere comunista ha detto chiaro e tondo che né lui né i suoi compagni di cordata vogliono Mancino, anzi gli viene addirittura l’orticaria solo a nominarlo. Per ora questi signori hanno un solo desiderio, e cioè trastullarsi fra primarie e secondarie, poi si vedrà. Si cercasse quindi un altro candidato. Chi? Boh! “Si faccia avanti qualcuno per favore” gridano il resto dei peones del centro sinistra ormai disperati. Nemmeno il tempo di finire la frase ed ecco ricomparire, quasi fosse un fantasma, Andrea Granata, cardiologo e consigliere comunale, che va ripetendo ormai già da qualche settimana il suo sermone domenicale sui marciapiedi di via Roma e piazza Kennedy : “Se uscisse il secondo candidato sindaco nel centro sinistra io sarò il terzo. Il mio passo indietro fatto nel nome dell’unità e della concordia in tempi non sospetti non è stato compreso, anzi è stato frainteso. Quindi in queste condizioni sono anch’io un possibile candidato a sindaco dell’Unione”. Chiaro e tondo. E così mentre il centro sinistra perde tempo e diventa il regno dove si dimostra tutto ed il contrario di tutto e dove la forma diventa sostanza, il centro destra affila le armi. La strada non è poi così in salita. Lo stallo degli avversari li rincuora. E difatti “Michele nostro” (il sindaco) inizia a disegnare qualche scenario futuro che possa continuare a garantirgli clientele e potere: depura Forza Italia (frantumandola), mette nell’angolo Democrazia Popolare (che crea qualche equivoco), ignora Rinascita Democratica (in una crisi di credibilità ormai irreversibile), dialoga con Alleanza Nazionale ed UDC. In pratica Schiano cerca un colpaccio mai visto prima e riuscito solo a pochi: e cioè fare il sindaco travestito da consigliere comunale.

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