Caro direttore di Internapoli,
come sai, spesso, sono in giro per l’Italia per motivi di lavoro.Ebbene, tornando nelle nostre zone, mi è capitato di imbattermi in alcune anomalie presenti nel territorio dell’area metropolitana a nord di Napoli.Dalle nostre parti, un disabile, oltre alle tante, tantissime barriere architettoniche, deve fare i conti anche con il bancomat negato per chi è costretto, suo malgrado, a vivere su una sedia a rotelle. Dell’episodio, sono stato, credimi, ignaro testimone l’altra mattina.
Eccoti un breve resoconto che, se vuoi, potrà essere spunto di dibattito per i tuoi lettori.
Accedere al credito facilitato, come dice la parola stessa è sempre più un esigenza delle famiglie italiane. Carte di credito, finanziarie e proposte varie, hanno da tempo consentito a molti italiani di permettersi qualche acquisto in più, rispetto a quello che l’accessibilità al credito consentiva qualche anno fa. Una delle rivoluzioni di questi ultimi tempi, in fatto di prelevamento di valuta è sicuramente il bancomat. Questo strumento di accesso al credito, ha sicuramente ottenuto un notevole riscontro da parte degli utenti delle banche. Grazie alla possibilità di pagare ormai ovunque con la tessera magnetica, (esercizi commerciali, uffici tributi, poste ecc.) ed inoltre l’opportunità di prelevare denaro contante dagli appositi apparecchi, ha ormai quasi soppiantato le tradizionali carte di credito, e con i distributori automatici del contante ridotto le file presso gli sportelli degli istituti di credito. Dunque un’ idea davvero geniale che purtroppo in alcuni casi non è accessibile a tutti. Naturalmente i disabili sono sempre alle prese con gli ostacoli che gli impongono le barriere architettoniche, anche per l’accesso agli istituti di credito. Occorre dire che molto si è fatto per l’accessibilità dei disabili all’interno degli istituti di credito, ed anche molti bancomat, sono stati posti ad altezza di disabile. Tuttavia ci sono ancora molte cose che non vanno, in parecchi casi i distributori di banconote sono ancora troppo alti, in altre circostanze ci si è trovati di fronte ad uno o più scalini prima di arrivare all’apparecchio e quando non è l’edificio della banca, spesso sono i marciapiedi o altri ostacoli ad impedire l’accesso al servizio dei disabili in carrozzina. Emblema di questa situazione è la storia che si sta vivendo nell’area metropolitana a nord di Napoli ed in particolare nel Giuglianese, dove per eliminare un marciapiede si assiste allo scaricabarile tra Comune e istituti di credito sull’eliminazione del marciapiede e di conseguenza i bancomat sono fuori dalla portata dei disabili in carrozzina. Se uno di questi volesse ritirare una somma deve chiedere aiuto a qualcuno per superare lo zoccolo del marciapiede. Prima e dopo l’operazione di prelevamento. Da solo non ce la farebbe mai a causa del dislivello rispetto al piano della strada. Le associazioni dei disabili, in base alla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche, da tempo hanno chiesto ai Comuni e agli stessi responsabili delle agenzie bancarie di eliminare il tratto di marciapiede corrispondente al bancomat. Ma tutto è rimasto come prima.
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