HomeVarie«TERRITORIO E SVILUPPO, SI AD UN CONFRONTO ALLARGATO»L'intervento di Raffaele Pirozzi (Cgil)

«TERRITORIO E SVILUPPO, SI AD UN CONFRONTO ALLARGATO»
L’intervento di Raffaele Pirozzi (Cgil)

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NAPOLI. E’ in corso un proficuo dibattito che ha per tema lo sviluppo economico e sociale della regione Campania. L’intervento del Ministro Caldoro, la risposta dell’On. Cozzolino e la discussione in atto a Caserta ed Avellino sono il segno tangibile di un rinnovato impegno delle Istituzioni, Sindacati ed Imprenditori sui destini produttivi e sociali della Campania. Quello che sta avvenendo fa seguito al dibattito sviluppatosi in Consiglio regionale, nel mese di Novembre c.a .Discussione che ha avuto per tema il “rapporto preliminare per la politica di coesione nel quinquennio 2007/2013 con i fondi P.O.R”. che rappresenta la pietra miliare a cui far riferimento . Nel documento , oltre ad acute osservazioni ed autocritiche rilevanti , sono indicate le linee strategiche ed i fondi i con i quali attuare una politica di indirizzo e di sviluppo nei prossimi anni. Il documento che è stato condiviso dal Consiglio regionale con un ampio ed articolato dibattito a cui hanno partecipato tutte le forze politiche.
L’analisi della realtà che il documento effettua è che:
– i settori produttivi, con gli interventi pubblici profusi , non hanno prodotto innovazione ed il nanismo delle imprese è continuato;
-non sono stati attratti investimenti esteri per lo sviluppo regionale;
-non vi è stato il trasferimento alle imprese di innovazione e ricerca;
-vi sono problemi emergenziali da affrontare quali: Rifiuti,ambiente difesa del suolo e del territorio, rischio sismico ed energia;
-la concertazione ha privilegiato interessi localistici;
con quello che è stato realizzato : 51 PIT, 36 Patti territoriali, 4 Contratti d’Area, 7 Leaders Plus e 15 Pir , non si è realizzata una vera, concertata ed integrata politica di sviluppo .
Parte da questa analisi il documento e fa proposte che condivido e cioè non più la divisione del territorio tra fascia costiera ed area interna ma realizzazione di una politica di sviluppo locale con parametri di valutazione accettabile da tutti e questo deve avvenire con 2 strumenti :
1) Agenzie locali di sviluppo;
2) Unione dei Comuni.
Tutto questo per raggiungere l’obiettivo di un -equilibrio tra città e campagna, trovare una definitiva soluzione al problema “Rifiuti” ,valorizzare il “mare” con interventi per la depurazione, costruire una rete ecologica con i Parchi, dotare i giovani di un’ampia formazione e perseguire l’obiettivo dell’occupazione, infrastrutturare il territorio anche con collegamenti ferroviari, sviluppare il settore agro-alimentare ed infine fare ricerca ed innovazione trasferendo , attraverso la costituzione di Consorzi, alle imprese questi elementi innovativi.
La lettura dello sviluppo del territorio regionale che dà l’On. Cozzolino sul Mattino di qualche giorno fa è in netto contrasto con il documento presentato nel Consiglio regionale di Novembre dall’On. Presidente della Giunta -Bassolino- e con la realtà con la quale si scontrano ogni giorno i Sindacati di Avellino e di Caserta oltre che di Napoli , Benevento e Salerno. Allora perchè le Organizzazioni Sindacali ed Imprenditoriali non chiedono un incontro di chiarimento sugli indirizzi di sviluppo produttivo al presidente della Giunta? Altrimenti tra i giovani che fuggono, le Casse integrazioni sempre più numerose e responsabilità delle Istituzionali locali non si verrà a capo di niente e la situazione si aggraverà sempre più, anche perchè le responsabilità risiedono a vari livelli che vanno dal nazionale a quello locale e non sono esenti forze politiche, istituzioni ed organizzazioni di massa. E questo ad Avellino come nelle altre 4 (quattro provincie) della Campania. La situazione economica e sociale della Campania, a mio parere, è grave e la lettura che danno le organizzazioni Sindacali è quella più vicina alla realtà. Se a questo aggiungiamo la presenza massiccia della malavita organizzata diffusa in alcune provincie, ed un 23.2% di lavoro sommerso abbiamo un quadro assai preoccupante per la democrazia e l’esercizio dei diritti sindacali e civili.
Aprire una discussione di massa a cui invitare tutti a partecipare per evitare il distacco, sempre più numeroso, di giovani e meno giovani dalla politica e dal Sindacato ,.ed a questo seguirà , inevitabilmente, la scarsa autorevolezza degli organismi di massa e quindi l’abbassamento del tasso di democrazia. Evitare cioè di sentirci dire fra qualche anno ” Abbiamo fatto miracoli con la realtà che avevamo.
Qualcuno rispondere “com’è che avete prodotto questo disastro”?



Raffaele Pirozzi

ex- segretario regionale CGIL Campania

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